ALTRE PALLE. Full Fiorito: “La commozione degli eroi di Berlino mi ha fatto fare pace col calcio…

Prima di raccontare cosa sta accadendo sui parquet Americani di basket volevo fare una breve riflessione sul campionato di calcio testé conclusosi. Non indugerò più di tanto sui vincitori, se non per sottolineare che in America solo una volta in 47 anni un team ha finito imbattuto il campionato (i Miami Dolphins del ’72, in quella che venne definita “the perfect season”, la stagione perfetta) ma sulla fine di un ciclo. Nel calcio questo termine è inflazionato: ogni volta che una squadra cambia modulo, allenatore, presidenza, colore della maglia e via discorrendo si apre o chiude un ciclo, manco fossero le porte girevoli del Grand’Hotel. Io parlo di ricambio generazionale. Tempo fa, in concomitanza con la vittoria della nazionale di Volley ai campionati del mondo, Jacopo Volpi definì il sestetto azzurro allenato da Velasco una “generazione di fenomeni”. Ciclicamente in una nazione, in una disciplina sportiva, in una squadra, si uniscono determinati talenti provenienti da ceti, luoghi, latitudini e religioni diverse che uniti creano un qualcosa a cui non si riesce a dare un nome né una definizione. Quello che è tangibile è la potenza che questa amalgama riesce ad esprimere. Per anni un gruppo del genere può dominare il proprio sport, riscrivendone la storia. Nel calcio è successo col grande Torino, con l’Inter di Moratti Sr, col Milan di Sacchi e, più recentemente, con la Nazionale del 2006. Domenica alcuni tra i superstiti di quel manipolo di atleti hanno ammainato i vessilli che per anni avevano portato. Non ne faccio un discorso campanilistico ma, in un mondo sempre più governato dal vile denaro, vedere “Ringhio” Gattuso piangere, Pippo Inzaghi esultare e Alex Del Piero sollevare lo scudetto ha rimarginato certe ferite, facendomi fare pace col pallone.
Cambiamo palla e parliamo di quello che sta accadendo nei play off dell’NBA: non c’è stato il miracolo da parte dei Denver Nuggets di Danilo Gallinari che in gara 7 hanno perso coi Los Angeles Lakers (si parlava di dinastie sportive: alzi la mano e si cosparga il capo di cenere chi non ha assistito negli anni ’90 ai duelli memorabili tra il quintetto californiano capitanato da Magic Johnson contro gli storici rivali dei Boston Celtics di Larry Bird). Buona nel complesso delle 7 partite la prestazione del nostro connazionale (ma non così buona come la dipinge la Gazzetta, sembravano gli articoli di quando gioca la nazionale di rugby). I cugini dei Lakers, i Clippers, hanno vinto 4 a 3 la serie contro Memphis e affronteranno la corazzata San Antonio che si è sbarazzata con un perentorio 4 a 0 di Utah. Con lo stesso roboante risultato Oklahoma ha mandato a casa Dallas e se la vedrà con Kobe Bryant e compagni. Nell’altra conference Miami è già sull’1 a 0 contro Indiana nel secondo turno, ma la vera sorpresa è l’eliminazione di Chicago da parte di Philadelphia. La perdita per infortunio di Derrick Rose, è costata carissimo ai Bulls. Ora i 76ers incontreranno Boston, che ha superato Atlanta per 4 a 2. A presto per gli aggiornamenti!

Giuseppe Full Fiorito 

Giuseppe“Full” Fiorito, grande appassionato di sport a stelle e strisce e telecronista per hobby, ha frequentato l’Isef della Lombardia e giocato a Football Americano

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