CACCIA AL MISTER. Napoli, Il Mattino ora vede in risalita l’ipotesi Italiano
Il rush finale in una settimana. Due fotofinish con un solo verdetto. Per il Napoli, s’intende. Il primo è arrivato ieri. De Laurentiis ha seguito l’esito della sfida dell’Atalanta (impegnata a Dublino contro il Bayer nella finalissima di Euroleague) ed ora attende il match della Fiorentina che invece incrocerà i guantoni mercoledì prossimo ad Atene contro i greci dell’Olympiakos nella finale di Conference. L’interesse del club azzurro è relativo ai nocchieri delle squadre italiane in questione. Da una parte Gian Piero Gasperini che guida la Dea ormai da 8 anni e dall’altra Vincenzo Italiano, tecnico della Viola che lascerà la città del Giglio a fine stagione. I due restano in pole per sedere sulla panchina del Napoli.
Sullo sfondo, in seconda battuta, le candidature di Pioli e Conte. A… conti fatti una “doppia-coppia” da cui il patron – su indicazioni del nuovo ds Manna dovrà tirare fuori il nome dell’allenatore che avrà il compito di guidare la squadra del futuro. Quella della rifondazione, tanto per intenderci. Gasperini e Italiano sono in vantaggio sugli altri, pur rappresentando filosofie di gioco completamente diverse. Ma DeLa stima entrambi e non ha mai fatto nulla per nasconderlo. Anzi. Con il Gasp c’è già stato un contratto siglato e stracciato 13 anni or sono (quando poi il patron fece dietrofront confermando Mazzarri) e negli ultimi tempi i messaggi – da una parte e dall’altra – sono stati di stima reciproca e di … sfide in cantiere. «L’importante è la sfida» ha detto di recente il Gasp riguardo il suo futuro. E di sfide, di obiettivi, il Napoli ne ha da vendere: basti pensare soltanto alle macerie da raccogliere dopo questo campionato.
Ingaggi
L’allenatore dell’Atalanta ha ancora un anno di contratto con il club orobico (con un ingaggio che si avvicina ai 4 milioni di euro a stagione e vari bonus) e bisognerà capire anche la posizione della famiglia Percassi apparentemente poco incline a lasciare andare il Gasp così a cuor leggero. Si vedrà. Da oggi, il quadro sarà certamente più chiaro. Il 66enne allenatore piemontese è stuzzicato dalla voglia di tornare a confrontarsi in una grande piazza (dopo la parentesi infelice di Milano con l’Inter). Nel mirino del Napoli, però, c’è anche l’enfant prodige Italiano che ormai si è fatto le ossa, ha raggiunto la sua terza finale in due anni con la Fiorentina ed ha già chiarito alla proprietà l’intenzione di fare le valigie. Su di lui ci sono anche Bologna e Torino, ma il tecnico sembra poco propenso a raccogliere la pesante eredità di Thiago e riflette sul club granata. Il giovane allenatore (46 anni) lascerà comunque la Viola al termine di questa stagione, con la speranza di farlo portando in dote il titolo di Conference che varrebbe anche un posto in Euroleague per i toscani oltre a riconoscere uno slot in più all’Italia – il nono – per le prossime competizioni europee (proprio per questo il Napoli è ancora in corsa per la Conference). Italiano è un pupillo di DeLa, piace a Manna, ha un ingaggio più abbordabile (il suo stipendio si aggira sui 2 milioni di euro con la Viola) e rappresenterebbe la continuità di un determinato progetto tecnico: il suo marchio di fabbrica è la difesa a “4” (a dispetto del Gasp il cui mantra invece è quello di avere tre centrali davanti al portiere e due esterni a tutta fascia). Il tecnico di origini siciliane ha il contratto in scadenza con la Fiorentina che però potrebbe esercitare l’opzione (unilaterale) di rinnovo automatico. Così non sarà e se anche fosse c’è una clausola (da un milione di euro) che libererebbe comunque Italiano dal club di Commisso. Sollecitato sull’argomento, Italiano ha glissato ancora: «Penso solo alla finale. Non parlerò di altro fino a fine stagione». Mattino.it
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