🧔🏼 IL PRESIDENTE. De Laurentiis: “Avrei dovuto cacciare Garcia dal primo giorno, prima avevo contattato Motta, Luis Enrique e Nagelsmann. Su Giuntoli dico…”
Il presidente del Napoli, nel corso di un’intervista rilasciata al Corriere dello Sport, ha raccontato cosa sia andato storto dopo lo Scudetto e soprattutto perché la sua scelta post Spalletti sia ricaduta su Rudi Garcia. E racconta un retroscena subito dopo la presentazione del tecnico a Capodimonte: “Avrei dovuto fare un coup de théatre e dire: ve l’ho presentato, però adesso se ne va”. Nel mezzo anche le considerazioni di De Laurentiis sulla Superlega e l’idea di dare il via a una Serie E d’élite da inserire nel calcio italiano. Il patron degli azzurri racconta: “Il primo che ho contattato è stato Thiago Motta – a seguito dell’addio di Spalletti – Non è che ci avessi visto male, eh? Ma lui non se l’è sentita. Perché sai cos’è? Tu vieni a prendere l’eredità di uno che ha vinto lo scudetto in quel modo. E se mi va male, ha pensato, io che cosa faccio? Che poi è la stessa cosa che avrà pensato Spalletti”. De Laurentiis svela le sue mosse in quella calda estate 2023: “Sono andato su Luis Enrique – ha spiegato – Lui ha fatto venire a Napoli i suoi, mi ha tenuto tre giorni fermo, chiedendomi tantissimi soldi. Avevamo anche trovato un quasi accordo, ma poi ha detto di no, perché ambiva a guadagnare ancora di più. Ed è stata la volta di Nagelsmann”. I nomi erano tanti: “Ne ho consultati cinque o sei, non di più. Ma ho detto quaranta come boutade, per mischiare le carte. E alla fine sono arrivato su Garcia. Che in Italia aveva fatto due secondi posti con spogliatoi turbolenti, pieni di giocatori di grande livello”.
Ma proprio la scelta di Garcia si è poi rivelata subito infelice. Una frase durante la presentazione alla reggia di Capodimonte ha fatto letteralmente saltare dalla sedia De Laurentiis: “Quando l’ho presentato avrei dovuto fare un coup de théatre e dire: ve l’ho presentato, però adesso se ne va – spiega – Perché uno che arriva e dice: io non conosco il Napoli, non ho mai visto una partita… Avrei dovuto capire. E invece l’ho preso a ridere. Il fatto è che l’ha ripetuto altre volte”. Secondo De Laurentiis il suo lavoro doveva essere minimo: “Sarebbe bastato che praticasse lo stesso calcio di Spalletti. Invece ha preteso che mandassi via un preparatore perfetto, per chiamarne uno che… Me l’avevano detto: questo t’imballa i giocatori. Sono dovuto restare a Castel Volturno da mattina a sera”. Oltre a ribadire poi la sua coerenza nelle scelte e il fatto di non rimproverarsi niente, specie su Giuntoli: “Sai quanti giocatori ha sbagliato lui…Il famoso signor Kvara, per dirne una, è una segnalazione giunta a mio figlio Edoardo, da lui a Micheli e da Micheli a Giuntoli”, De Laurentiis si è soffermato anche a parlare della Superlega: “È stata una mossa sbagliata, che però ha sortito questo cambiamento. Adesso bisogna fare un ragionamento serio. Ho parlato con Florentino Perez e siamo d’accordo a mettere attorno a un tavolo alcuni veri imprenditori, non più e non solo presidenti nominali”.
All’inizio nel 2021, per come era concepita la formula, non ha voluto accettare: “Non mi convinceva, lo dissi ad Andrea Agnelli. Mancava un avvicendamento di merito connesso al valore delle singole squadre”. La proposta del patron del Napoli: “Farei subito una serie E a 14 posti, dove E sta per élite. Sole squadre di città con un numero rilevante di tifosi – spiega – Poi due gironi di Serie A da venti squadre. E il resto è dilettantismo, che funga da vivaio”. FANPAGE
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