?? SFIDA DECISIVA. La Gazzetta: “De Laurentiis sarà al Maradona vicino a Gattuso e alla squadra”

De Laurentiis

Tacitamente, senza la necessità di portare la mano sul cuore. La squadra ha giurato fedeltà al proprio allenatore, schierandosi dalla sua parte in questo momento così delicato per l’ambiente napoletano. Rino Gattuso ha incassato, dunque, la fiducia dei suoi ragazzi dopo il secondo attacco a Aurelio De Laurentiis. Nel chiuso dello spogliatoio del training center di Castel Volturno, è nato il patto tra tecnico e squadra, che dovrà rilanciare le ambizioni del club. Qualcosa s’era intravisto dopo il gol di Politano, contro il Parma, festeggiato dai giocatori con un abbraccio collettivo all’allenatore. La vigilia della sfida con l’Atalanta, per l’andata della semifinale di coppa Italia, ha vissuto sulla simbolica stretta di mano che ha sancito quest’accordo che, adesso, ha soltanto bisogno di avere il riscontro del campo, a partire da stasera: il Napoli è il detentore del trofeo… È quanto ha chiesto Gattuso ai suoi. Va bene la solidarietà e la voglia di spaccare il mondo. Ma c’è bisogno che la squadra dia risposte concrete, sul piano del gioco, delle prestazioni personali e del carattere, tre punti che ne stanno determinando l’andamento discontinuo che tiene il club fuori dalla zona Champions League. Va bene, c’è ancora la partita da giocare con la Juventus, ma il Napoli visto negli ultimi due mesi ha convinto poco. Troppe chiacchiere, altrettanti proclami, ma la sostanza non è mai cambiata. A parole, l’impegno è massimale. Poi, manca il riscontro del campo. Si aspetta, Gattuso, che siano i giocatori più rappresentativi a avviare la svolta. Per farlo, c’è bisogno del migliore Insigne, del talento di Zielinski e della fisicità di Koulibaly. Intorno a loro tre dovrebbe girare questo Napoli che non ha ancora un’identità di gioco. All’allenatore è piaciuto l’atteggiamento avuto dalla squadra contro il Parma anche se il giudizio della critica è stato, diametralmente, opposto. Di quella partita è stato salvato soltanto il risultato che, probabilmente, resta la cosa più importante in questo mare in tempesta. C’è il rischio che il progetto Napoli resti bello nelle intenzioni, ma incompiuto nella realtà. Anche con Gattuso sta avvenendo quanto già visto con Carlo Ancelotti, fino a dicembre 2019. D’accordo la questione tecnico-tattica, ma qui c’entra anche il temperamento dei giocatori. La squadra dimostra una fragilità disarmante nei suoi migliori elementi. Disagio che aveva vissuto anche Ancelotti nella sua breve gestione e che vive attualmente Gattuso. La debolezza caratteriale è un grosso limite, in campo c’è sempre tanta tensione, pure quando si affrontano avversari inferiori sul piano tecnico e della qualità. E potrebbe essere questa la ragione dei molti errori individuali e del disordine tattico. Stasera, il tecnico dovrebbe affidarsi al 4-3-3 con Bakayoko, Demme e Zielinski in mediana, mentre in attacco toccherà a Lozano giocare centralmente nel tridente con Politano e Insigne. Sarà al Maradona, stasera, De Laurentiis. La delicatezza del momento lo ha convinto a stare vicino al tecnico e alla squadra, anche se nulla è cambiato nella gestione della vicenda allenatore. Dopo avergli confermato la fiducia, il presidente è ritornato silenzioso per non minare la serenità del gruppo alla vigilia di impegni importanti e, probabilmente, determinanti per il futuro di Gattuso e di alcuni giocatori. Dalla sua residenza romana, il dirigente segue l’evoluzione del momento, è in continuo contatto con Cristiano Giuntoli e con suo figlio, Eduardo, il vice presidente: i due seguono quotidianamente gli allenamenti e le vicende della squadra, al centro tecnico di Castel Volturno. Ieri, De Laurentiis ha nuovamente interrotto il silenzio affidando a un breve tweet anche la conferma del direttore sportivo, legato al club da altri tre anni di contratto. Stasera, si aspetta una reazione da parte della squadra, alla quale ha pagato tre stipendi, compreso gennaio. I prossimi 10 giorni (Atalanta in coppa Italia, il Genoa, ritorno con l’Atalanta e scontro diretto con la Juve al Maradona) dovranno dare risposte convincenti, insieme ai risultati, per non costringere il presidente a anticipare provvedimenti rimandati, per ora, a fine stagione. Mimmo Malfitano per Gazzetta.it

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