SERIE A. Napoli, Inter e Milan oggi in campo, sfida apertissima per il tricolore

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Ore 15, Napoli-Udinese. Spalletti, educato dalla disastrosa vigilia di Napoli-Milan, ha cambiato registro. Dall’immortalità alla resilienza. “Bisogna dare qualcosa di più. Così va in questo mondo”. Non nell’altro. Nessun appello alla benedizione di Maradona. Stavolta non si gioca per “passare alla storia”, ma, spiega Luciano, “per passare alla prossima storia”. Cioè si ragiona partita per partita. Il tecnico ha abbassato di brutto il profilo per non caricare troppo le spalle del Napoli che, con il Milan, implose per la tensione. Insigne più di tutti. Il capitano ha poi pagato con la panchina di Verona. La rinuncia a due mammasantissima (Insigne, Zielinski) produsse la reazione giusta. Oggi Spalletti rilancia Insigne titolare. Ieri lo ha coccolato: “Lorenzo al Bentegodi è entrato bene e si è allenato bene. Il mio unico problema con lui è che tra tre mesi non ce l’avrò più”. Miele. Il tecnico toscano si affretta a negare un’ansia da stadio Maradona: l’ansia la mette agli avversari, semmai. Ma l’anomalia è un dato di fatto: 34 punti in trasferta (meglio di tutti), solo 26 in casa. C’è del lavoro psicologico da fare anche qui. E poi lavoro tattico. L’Udinese sa pressare e ripartire come Verona, Atalanta e Spezia che sono uscite felici dal Maradona. Spalletti ha annunciato un mix di 4-3-3 e 4-2-3-1. I friulani ritirano le punte e fanno bosco in mezzo per ripartire. Per questo Zielinski, che ha altro passo e altra tigna, dovrebbe essere preferito a Fabian, davanti a Lobokta e Anguissa, in ottima condizione.

Ore 18, Inter-Fiorentina. Ancora più delicate le scelte a centrocampo di Inzaghi. Senza il faro Brozovic, l’Inter ha fatto un punto in due partite (Sassuolo, Torino). Deludenti le controfigure Barella e Vecino, Simone ha scaldato altre due soluzioni, Vidal o Calhanoglu, play con caratteristiche diverse. Scelta chiave, questa. Come lo è la partita. Dopo la plateale frenata nel girone di ritorno, Inzaghi deve riproporre un’Inter rigenerata nella testa e nelle gambe. Troppe volte, di recente, ha dovuto rimproverare ai suoi un approccio sbagliato. Contro Genoa e Toro, per esempio. Tocca al mister accendere i cuori. E anche le gambe. Inzaghi deve smentire la sua storia: in 5 stagioni alla Lazio ha perso complessivamente 25 punti dall’andata al ritorno. Ha sempre chiuso in calando. Tra le prime 9 giornate dell’andata e del ritorno, questa Inter ha fatto 8 punti in meno. Affrontare la Fiorentina di Italiano, che corre e pressa a mille, con tare atletiche è pericolosissimo. E l’Inter non può permettersi di passare la sosta delle nazionali ruminando un risultato negativo. Sarebbe il modo peggiore, più stressante, per avvicinarsi alla partitissima dello Stadium (3 aprile) che segnerà il campionato di Inter e Juve.

Ore 20,45, Cagliari-Milan. II Diavolo guida il campionato con un organico meno attrezzato delle tre inseguitrici. Già questo parla del gran lavoro di Pioli. E spiega che il calcio non è fatto solo di episodi e di talento. Se Kalulu ha potuto imporsi titolare con tanta naturalezza, è anche grazie alla sicurezza che gli trasmette un solido copione di gioco. Da questo punto di vista, il Milan ha qualcosa in più delle altre. Un copione duttile, come ha dimostrato Pioli mangiandosi il Napoli con un assetto a sorpresa. Ma il tecnico sa che il suo giovane Milan, come tutti i giovani, si esalta nelle grandi cornici (il migliore negli scontri diretti), ma può distrarsi nella routine: 7 punti persi con Spezia, Salernitana e Udinese, squadre dalla grande foga agonistica. Come tutte le squadre di Mazzarri. Per questo Cagliari è un canyon insidioso. Anche perché Pioli dovrà rinunciare al miglior rossonero della stagione (Tonali) e il miglior rifinitore (Diaz) non è al top. Il recupero di Theo è più che confortante. Oltre a trasmettere gli stimoli ideali, Pioli dovrà miscelare in giuste dosi Giroud e Ibra. In questo sabato qualunque, un sabato italiano, il campionato potrebbe anche fare rivelazioni importanti. Tenetelo d’occhio. Gazzetta.it

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