SCENARI. Mourinho vs Spalletti, una sfida nella sfida
La notte dell’Olimpico è cominciata in realtà ieri pomeriggio, con il botta e risposta da Castel Volturno a Trigoria. Le parole di Spalletti e Mourinho hanno acceso una sfida densa di fascino e storia. José, che considera favorito Luciano detto Spallettone, dice che non sempre vincono i favoriti. E l’amico, che avrà un altro colpo al cuore rimettendo piede su quel campo dove ha provato tante emozioni, sottolinea che lo Special one è il peggiore avversario possibile. Ma questa non è solo la loro partita. È la sfida tra due squadre costruite con criteri differenti e che hanno anche un gioco differente.
De Laurentiis ha investito – e bene – dopo gli addii dei big: lo premia il doppio primato in campionato e in Champions. I Friedkin, per evitare squilibri di bilancio, hanno puntato su svincolati e prestiti, però sono in infermeria due giocatori sui quali fortemente puntava Mourinho, Wijnaldum e Dybala. E questo limita le ambizioni della Roma, anche perché chi avrebbe dovuto rendere efficace l’attacco giallorosso – Abraham e Zaniolo – non ha finora dato segnali confortanti e infatti finora sono 13 i gol segnati, quanti la Salernitana. La differenza, al di là dei 4 punti in classifica, è nell’espressione del gioco. Il Napoli entusiasma, segna tanto e gioca bene, nei momenti di difficoltà non va in ansia e non si abbatte, ma alza la testa e ha sempre reazioni coordinate e positive, come è accaduto sette giorni fa dopo l’errore di Meret e il pareggio del Bologna. La Roma raccoglie punti ma non ha un gioco di livello, come si è visto nella trasferta in casa della Samp. Mou si spinge fino all’estremo con concretezza e aggressività, si concede spesso e volentieri la marcatura a uomo e potrebbe proporla anche stasera, piazzando Camara su Lobotka, la fonte del gioco azzurro, sempre più vicino a Iniesta per rapidità di pensiero e azione: i suoi tocchi sono una delizia.
Spalletti non teme l’onda romanista, dalle tribune al campo, perché conosce bene quell’atmosfera. L’ha vissuta da tecnico della Roma e da avversario, si fida del suo Napoli e sa che ha i mezzi per reggere questo confronto che si annuncia aspro (lo ha detto in modo esplicito Mourinho), soprattutto dopo una settimana di lavoro regolare, senza l’intermezzo di Champions che aveva appannato alcuni azzurri (e sollecitando i muscoli di quelli che si battono senza mai risparmiarsi come Anguissa, non ancora recuperato). Il tecnico rimette al centro dell’attacco Osimhen che rischia di soffrire contro una difesa schierata e, soprattutto, nel confronto con l’efficace Smalling. Non si innervosisca, Victor, se non riuscirà subito a trovare spazi e collabori con quel meraviglioso partner che è Kvaratskhelia, su cui Mou piazzerà l’esterno Zalewski: vedremo se anche lui destinato ad essere stordito dalla classe e dalla velocità del Mago georgiano, una delle chiavi di questo straordinario avvio di stagione che ha portato il Napoli ai vertici con dieci vittorie consecutive.
All’Olimpico, un anno fa, si interruppe la serie di successi degli azzurri in campionato (8) e nella scorsa stagione Mourinho si è confermato imbattibile per Spalletti. Che forse dà peso alla scaramanzia ma assegna un’importanza superiore alle capacità del Napoli che ha saputo plasmare nella scorsa estate, cancellando rapidamente le perplessità della tifoseria. Sa, Luciano, che gli esami sono infiniti per un allenatore e una squadra ma con questo gioco e questa personalità si può ambire ai massimi obiettivi, senza dovere ogni volta temere un ostacolo. Lo scatto è stato quello sulla consapevolezza nei propri mezzi e Roma è l’occasione per ribadirlo, anche perché il Milan ha agganciato la capolista. Fascino e storia all’Olimpico, in una partita tra due squadre che hanno vissuto stagioni dure senza smettere mai di sognare. L’ultimo scudetto lontano dall’asse Milano-Torino è stato vinto ventun anni fa dai giallorossi. Forse è il tempo di riportarlo da queste parti, più al Sud.
Francesco De Luca per Il Mattino
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