? REPUBBLICA. Sarri chiama a raccolta i suoi fedelissimi
DRIES Mertens è la versione calcistica di Re Mida. Trasforma ogni pallone in moneta sonante, o per meglio dire, in gol. Ventotto in campionato (trentatré complessivi) nella sua nuova vita da centravanti, quella che Sarri gli ha cucito addosso. Ormai calza l’abito alla perfezione e probabilmente lo farà pure oggi nel derby contro il Benevento (calcio d’inizio alle 15).
Il Napoli si affiderà al suo campione per derubricare lo stop in Champions contro lo Shakhtar a mero incidente di percorso. In Ucraina Mertens ha cominciato in panchina e solo il suo ingresso nella ripresa ha rivitalizzato una squadra incapace di mettersi in mostra. Stavolta non ci saranno dubbi: la maglia da titolare non gliela toglie nessuno. Nel mirino c’è la quarta vittoria in campionato, sarebbe la nona consecutiva considerando pure l’ultimo scorcio della scorsa stagione.
Un filotto da record. Il Napoli, però, pensa poco alle statistiche e bada alla sostanza di un sorriso da ritrovare dopo le polemiche della Champions per le esclusioni eccellenti di Mertens e Allan. Stavolta ci saranno entrambi, con l’obiettivo di invertire la tendenza per raggiungere l’Inter in vetta alla classifica. Il belga proverà a dare una scossa al tridente. Sarri dovrebbe schierarlo nuovamente al centro con Callejòn e Insigne. Lorenzinho, infatti, potrebbe essere confermato nonostante il percorso netto in questo avvio di stagione (6 presenze senza mai essere sostituito).
È leggermente favorito su Milik che resta una soluzione in corso d’opera. Mertens, infatti, può fare pure il doppio ruolo e ripiegare all’occorrenza sulla fascia sinistra. L’opzione preferita, però, resta quella ormai consolidata. Ovvero punto di riferimento offensivo alla ricerca dell’ennesima prodezza.
Se lo augurano pure i tifosi. Il colpo d’occhio sarà imponente. Si accomoderanno in 45mila sugli spalti per un match che ha un sapore particolare. L’ultimo derby campano a Fuorigrotta in serie A, del resto, risale addirittura al 1988. Era il 14 febbraio e il Napoli liquidò senza troppi problemi l’Avellino con un perentorio 4-0. Un nuovo capitolo sarà scritto a distanza di 29 anni e al cospetto degli azzurri ci sarà la matricola di Baroni, che ha un precedente indelebile al San Paolo: è il 29 aprile 1990 e il suo gol contro la Lazio cucì sul petto il secondo scudetto della storia. Stavolta proverà a fermare la marcia del Napoli per dare ossigeno alla classifica del suo Benevento.
Sarri non si fida e per questo alla fine potrebbe schierare pure i titolarissimi nella sua versione originale. I cambi sicuri rispetto al match contro lo Shakhtar sono tre. Oltre a Mertens, in mediana rientrano Jorginho e Allan. Sarà questo il “ticket” preferito che dovrebbe affiancare Marek Hamsik. La situazione del capitano è stata ormai sviscerata nei dettagli: non sta attraversando un gran momento, ha collezionato 6 sostituzioni consecutive e il caso resta aperto. Le parole di Sarri sembrano propendere per l’ennesima conferma: le tante partite ravvicinate (mercoledì si gioca contro la Lazio) impongono, però, una riflessione attenta con Zielinski, eventualmente pronto. In difesa, invece, Maggio e Maksimovic coltivano ancora l’ambizione di una maglia da titolare, ma Hysaj e Koulibaly sono favoriti nei ballottaggi. Se così fosse, dunque, toccherebbe al miglior Napoli. Quello che dovrà offrire certezze.
Pasquale Tina per Repubblica
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