REPUBBLICA. Corbo: “Il Napoli non si pone il tema della flessione atletica e dei cambi”
Ecco ampio estratto dell’editoriale di Antonio Corbo per Repubblica.
=====
“Ci sono due modi per raccontare il Napoli di ieri, pronto a recuperare il vantaggio sulla capolista e la sua piena credibilità . Per un’ora di perentorio dominio, messo bene in campo, persino oppressivo nel determinare l’inferiorità di una Fiorentina finita tra le polemiche per la sconfitta in Grecia con il Panathinaikos nella prima delle due sfide per i quarti di Conference. La leggerezza del Napoli nel prevalere è documentata dai gol di Lukaku e Raspadori, ma anche da una traversa di Di Lorenzo, da una serie di interventi del portiere De Gea, e non solo. Da elementi tattici di valore certo. Il primo la sicurezza della difesa disposta al meglio in una linea a 4, con prima Rrahmani poi Buongiorno su Kean prima punta viola, Di Lorenzo a rimorchio di Politano a destra e Spinazzola a sinistra, la premessa per sostenere l’aggressione a tutto campo in faseoffensiva. Positive due note. La posizione di McTominay alto a sinistra nel vuoto che gli lascia Ndour, non a caso il poderoso scozzese collabora al primo gol, determinando la respinta infelice di De Gea ribattuta in rete da Lukaku. La seconda è la perfetta coesistenza dei due play, Lobotka faro in regia e Gilmour spesso contro Fagioli, protagonista nel finale.
Questo placido prevalere è forse la causa che cambia la scena. Non si pone il tema dei cambi il Napoli.
Per il primo aspetta il minuto 82.
Nel frattempo la Fiorentina ha inserito per Parisi e Ranieri sia Gosens che Marin Pongracic , proprio il difensore croato che con il tacco di Kean ispira il 2-1 di Gudmudsson, Come in certi segnali di tempesta quando il mar grosso e scuro all’improvviso si alza, il Napoli perde sicurezza e leseconde palle. Una flessione atletica che può essere ricondotta alla fatica supplementare di chi rimane troppo in campo contro una Fiorentina che pure ritorna dalla trasferta di giovedì in Grecia.
Interviene Conte per dare un po’ di ordine ad una sostituzione complessa: esce Politano a destra, si sposta dalla sinistra a destra Spinazzola, gli subentra a sinistra Olivera. Ma la partita né i timori sono finiti per il Napoli, Conte infila uno dopo l’altro chi può, quindi Billing per McTominay, Simeone per Raspadori, Juan Jesus per Spinazzola, tutto si svolge tra le tensioni di una imprevista emergenza, colpo contro colpo, paura contro speranza, sul filo di una grande vittoria e il terrore di un bieco pareggio, si erge come un gigante Lukaku con esperienza e dedizione, per gli oltre 50mila battono insieme cuore e cronometro. Tocca a Conte spiegare che questo Napoli è grande proprio per quanto di straordinario fa. Nessuno sa raccontare come lui i suoi trionfi. E Napoli non esita a battergli le mani.
Giusto così, avanti Napoli, ne mancano solo dieci”.
Condividi questo articolo: