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Trovate un altro essere umano (restringere la cerchia al novero dei calciatori sarebbe oltremodo complicato) che, solo per un istante, avrebbe pensato a stoppare quel pallone con la suola. Trovate qualcuno che possa competere con lui in fatto di estro, classe e spregiudicatezza.

Se lo trovate annunciatelo a gran voce perché, per ora, Dries Mertens non accetta rivali.

Una tripletta (o doppietta che dir si voglia) che incanta tutti e consente al Napoli di riprendersi la vetta della classifica lasciata, temporaneamente, all’Inter.

Partono in svantaggio gli azzurri, in affanno e sotto di un gol per un destro chirurgico di Taarabt, poi le idee ritornano chiare, il dominio diventa imbarazzante e la punizione di Mertens rimette tutto esattamente come doveva essere.

Fino all’illuminazione di Diawara ed alla magia di Mertens (scusate le ripetizioni ma è stato un monologo belga). Giù il cappello, giù il sipario, giù lo stadio.

Napoli padrone del campo, per oltre 70 minuti, con autorità e lucidità fino alla rete di Izzo che accorcia le distanze e fa vacillare le certezze azzurre.

Alla fine vince la squadra di Sarri e, se pure gli ultimi minuti sono stati di sofferenza, poco importa. Questa squadra ha imparato pure a soffrire, ha imparato quanto possano bruciare dei piccoli passi falsi alla fine della corsa, ha imparato ad essere consapevole della propria forza.

A concretizzare tutti questi insegnamenti, poi, ci pensa quel belga là.

Bene così, sotto a chi tocca.

 

“STORTA VA, DERITTA VENE”.