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Bugia e verità, due facce della stessa medaglia.

La bugia di un risultato che non rende giustizia al Napoli stratosferico di inizio gara, brillante ogni volta che ha potuto, sfortunato con il palo di Insigne (magnifico veramente) e l’occasione colossale di Callejon. Un risultato troppo ampio per chi ha lottato a testa alta sul campo, fino alla fine, contro la squadra più in forma d’Europa. Bugiardo per l’orgoglio partenopeo profuso dal primo all’ultimo minuto, dalla prima all’ultima persona presente sugli spalti di uno stadio un po’ sgangherato, ma unico rispetto a tanti altri.

Poi ci sono le verità come le lacune imperdonabili sul mercato che, per chi vuole davvero lottare per traguardi importanti, sono inammissibili. Dopo Milik si rompe anche Ghoulam ed il campo ha sentenziato, in maniera inesorabile, che l’algerino è a dir poco fondamentale per le geometrie azzurre. E ora? Non ci si può aspettare sempre un’invenzione di Sarri che di mestiere fa l’allenatore e non il mago. Maggio e Mario Rui (?) non sono all’altezza ma, a questa evenienza, si doveva pensare prima. Le grandi squadre non usano le pezze a colori. La verità sta nel giallo di Koulibaly (diffidato) a tempo ormai scaduto, sintomo che la stanchezza sta più nella testa che nelle gambe.

Per il resto solo conferme.

Al di là delle bugie e della verità, al di là dell’Europa e del blasone avversario, la squadra di Sarri continua ad esprimere un calcio che tutti ammirano. Gli azzurri non rinunciano mai al gioco, men che meno nei momenti di difficoltà ed è questa, forse, la vera forza del Napoli.

Giù il cappello, sempre e comunque.

 

“IO NON GIOCO CONTRO UNA SQUADRA IN PARTICOLARE. IO GIOCO PER BATTERMI CONTRO L’IDEA DI PERDERE”. Eric Cantona.