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Sarri docet…ancora una volta.

Tutti si chiedevano che fine avrebbe fatto questo Napoli se fosse venuta meno la brillantezza, se non fosse riuscito ad esprimere costantemente il proprio gioco a ritmi tanto alti, se fossero venute meno alcune pedine importanti (vedi Ghoulam , Milik e l’assenza presente di Marek). Tutti si professavano esperti studiosi riguardo i cali azzurri dopo le partite di Champion’s. Tutti, a quanto pare, avevano fatto i conti senza il famigerato oste.

Non avevano valutato l’elisir di eterna giovinezza di Maggio: con la vecchiaia non migliora come il vino (non è una pozione magica), ma nessuno riesce a farsi trovare pronto e a correre novanta minuti con la costanza di Christian. Mario Rui, a tal proposito, sta cercando ancora di raggiungerlo per chiedergli qualche consiglio ma, dopo 15 minuti, si è affaticato e ha deciso di aspettarlo direttamente per cena, seduto a tavola.

Nessuno, poi, aveva valutato che se non sono i soliti a segnare, qualcuno lo farà al loro posto. Questo qualcuno è Jorginho.

Infine si continua a sottovalutare l’imponente presenza di Kalidou. Lui basta ed avanza per dare certezza alla difesa del Napoli e a tutte le difese del campionato.

Dunque, tirando le somme, la squadra di Sarri ad Udine ha giocato male ma ha vinto lo stesso, così come si è sempre detto delle grandi squadre. Maurizio, invece di spiegarlo a parole, ha preferito fare una dimostrazione di cosa sarebbe successo se il suo Napoli fosse incappato in una giornata storta. Risultato? Vince ugualmente. Dallo stadio Friuli è tutto.

 

“E’ MEGLIO A ZUPPECA’ CA A NUN CAMMENA’ ”