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Napoli e gli episodi: una storia infinita e piuttosto tribolata. Un dispetto tra due amanti che, in verità, non si sono mai storicamente presi. Napoli: la terra della scaramanzia e di quella ciorta sempre invocata e mai arrivata. Non era facile affrontare il Villareal tra le mura di casa (solo il Barcellona ha portato via i 3 punti) ma, non era altrettanto facile ipotizzare la seconda sconfitta consecutiva a pochi minuti dalla fine, su calcio piazzato e dopo un rigore solare negato agli azzurri. Di sicuro questo non è il momento migliore per una squadra che in Europa, sin qui, ha battuto tutti i record ed in campionato ha sciorinato lezioni di calcio per molti scettici. Nella notte spagnola non brilla Hamsik, un calo giustificato considerando i livelli su cui si è espresso fino a questo momento lo slovacco; il peggiore, senza dubbio, Dries Mertens. Ci si aspetta molto di più dal calciatore belga che ha infinite capacità ma le lascia chiuse in un cassetto, aspettando magari che prima o poi si apra da solo e gli dia maggiori soddisfazioni. Può fare la differenza in questo Napoli e, più in generale, in questa stagione. Noi lo sappiamo; lui ancora no. Buona la prova di Strinic: guardare ed imparare.

Due sconfitte consecutive, entrambe lontano dal San Paolo, entrambe orfane del sostegno di un popolo che crede più di ogni altro che questa possa essere la stagione “buona”. I tifosi hanno fiducia in questa squadra che esprime un calcio spettacolare ed efficace, hanno fiducia in un tecnico che ha cambiato mentalità e dedizione. La fiducia di Napoli, insomma, non è stata scalfita. Bisogna riprendere da dove si era lasciato, dal San Paolo, dalle vittorie, dalla determinazione e dalla simbiosi unica di una città con la sua squadra.

“A VIT S’ADDA PIGLIA’ COMM VENE, SUL CHE A MME ME VENE SEMP ‘NA CHIAVECA”. Auguri Massimì