PRESS CONFERENCE. Spalletti: “Sono partiti in tanti. Sui nuovi acquisti la società ha lavorato bene”

Spalletti

La conferenza di Spalletti nel resoconto di TUTTONAPOLI.NET

Rivoluzione compiuta, è davvero un altro Napoli?

“Il fatto che abbia creato soddisfazione nei tifosi e negli addetti ai lavori può servire ai calciatori per aiutarci a diventare un po’ prima una squadra forte come l’anno scorso”.

Il sistema resta il 4-3-3 o con Raspadori ci aspettiamo qualcosa di diverso?

“Può farci pensare a qualcosa di diverso la completezza della rosa in generale. 4-3-3 o 4-2-3-1 ci abbiamo già lavorato l’anno scorso, che ci sia Raspadori o meno è uguale per noi lavorare su tutti e due i moduli. Ci sono elementi che ci permettono entrambe le situazioni, l’idea Raspadori nasce dal fatto che può darci cose diverse da quelle che già abbiamo, noi abbiamo la possibilità di farle entrambe…”

Qualcosa è cambiato con subito 40mila spettatori? Qual è l’obiettivo concreto? Cosa si aspetta ancora qualcosa dal mercato?

“Abbiamo riempito le caselle che erano venute a mancare, capisco lo stupore di chi sosteneva che eravamo disposti ad allenare un Napoli senza calciatori, ma non era così ed era necessario mettere dentro quei giocatori. Nel concreto si lotta per diventare una squadra forte, un gruppo che si alleni sempre forte, equilibrato, con disponibilità forte come prima. Siamo gli stessi di prima con meno esperienza, meno presenze in Champions, in nazionale, meno probabilmente personalità, c’è da lottare per riacquistarle quelle qualità che Koulibaly aveva ed è dopo due giocatori il miglior giocatore nel ruolo della Premier. Se volete si fanno uno per uno, ma la società ha lavorato sicuramente bene, ha fatto un ottimo lavoro mantenendo l’attenzione sulle finanze, il lavoro che voleva fare. Quanto fatto dai giocatori l’anno scorso ha permesso alla società di fare questo lavoro in prospettiva”.

Su Ndombele e se c’è la possibilità di convocare Raspadori.

 “Arriva con un biglietto da visita importante, può ricoprire tutti i ruoli, la cosa che più mi ha fatto piacere è aver percepito la disponibilità, l’entusiasmo, con cui ha accettato di venire a Napoli. Anche a livello caratteriale ha una voglia matta come noi di far vincere il Napoli, me lo sono già immaginato con la maglia addosso, ci ha fatto vedere a noi società, a chi ha trattato con lui, che aveva questo desiderio ed ha fatto la differenza. E’ uno completo, sa imbucare benissimo, ha il passaggio verticale per chi attacca lo spazio, uno forte tecnicamente che esce dallo stretto, gli piace di più correre in avanti che indietro ma questo glielo si insegna. Poi su Raspadori non so, ho allenato gli altri che mi hanno vedere che vogliono vincere la partita”.

Napoli mina vagante del campionato?

“Lo siamo stati l’anno scorso, non lo so, dobbiamo riprendere delle qualità e delle caratteristiche che non so se ce l’ha. Bisogna vederlo dopo quando lavoreremo tutti insieme, su quelli dell’anno scorso, i 9/11 di Verona, quelli lì hanno riportato il discorso con cui avevano terminato. Su quelli che già conosco ci metto la mano sul fuoco, a vederli mi sembrano tutti bravi ragazzi, farà la differenza la squadra nella totalità, come lavorerà, sarà un campionato difficile, ogni 2 giorni in campo, ci sarà spazio per tutti senza andare a vedere i 10′ in più di uno o un altro”.

Alla luce del mercato, come sono cambiate le gerarchie del campionato?

“Non lo so chi si è rinforzato di più, hanno messo mano in tante, prendendo giocatori facendo valutazioni diverse da noi, ovvero attenzione ai costi e ringiovanire, alcuni hanno comprato anche per vincere subito al di là della prospettiva del calciatore, questo fa pensare che la difficoltà nostra è far crescere la squadra e trovargli subito una personalità ed un valore. Tutte si sono rinforzate, Inter, Milan, Juventus tantissimo, la Lazio tanti giocatori, poi sul Monza, ha fatto tipo 13-14 acquisti, una squadra forte. Non si gioca semplicemente con una neo-promossa, ma gestita da persone altamente rappresentative del nostro calcio, hanno fatto la storia del nostro calcio, solo dirigenti come Galliani potevano convincere gente di qualità come Ranocchia, Caprari, Sensi, Pessina, Petagna stesso che è uno che porterà la sua esperienza, andato via solo per l’esigenza di giocare di più ed era difficile trattenere. Per noi è stato un giocatore forte, un professionista, un ragazzo d’oro davvero e domani lo ringrazierò per tutto quello che mi ha dato, molto”.

Tuttonapoli.net 

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