PRESS CONFERENCE. Gattuso: “Chi sta meglio gioca. Elmas farà cose importanti. Su Allan e Mertens vi dico che…”
Subito l’analisi della vittoria: “Venire qui non è mai facile. E’ vero che il Cagliari sta avendo difficoltà, ma non è mai semplice, hanno giocatori davanti che possono metterti in difficoltà. Abbiamo fatto quello che dovevamo, ma potevamo chiuderla in diverse occasioni a campo aperto ed abbiamo sofferto fino alla fine, ma loro hanno fatto anche una buona partita. Mi è piaciuta la mentalità, la voglia di aiutarsi. Qualcuno non era al 100% del recupero, s’è visto, ma Lorenzo doveva giocare e stamattina gli dava fastidio ancora il ginocchio ed abbiamo preferito così”.
Ti fidi un po’ di più dei ragazzi? “No, non mi fido, mi hanno chiesto a fine partita il giorno di riposo ma non ci sarà, si pedala. Bisogna fare una serie di partite come queste ultime, la squadra ha bisogno di grande compattezza in ogni aspetto quotidiano, da come si vive lo spogliatoio al campo”.
Su cosa hai lavorato, testa o tecnica? “Tecnicamente non posso insegnare nulla ai ragazzi, ma doveva capire come sviluppare il gioco, abbiamo cambiato qualcosa nel palleggio, ma ci mancava sempre compattezza ed al primo episodio lasciavamo il campo e prendevamo gol assurdi. Il problema era la compattezza, la salita difensiva, non la tecnica”.
Sull’importanza di Mertens ed il rinnovo: “Non a caso ha fatto 120 gol, a me non sorprende, mi sorprende la capacità di legare il gioco, fa sembrare tutto facile ed è incredibile in questo. Abbina qualità a furbizia quando va in pressione, li mette in difficoltà, gli fa fare la scelta più difficile, peccato abbia 33 anni ma io faccio l’allenatore e non sono il proprietario del club. La proprietà sa cosa penso di ognuno, io sono un dipendente, il calcio è azienda e io parlo delle qualità e l’aiuto, poi altre cose spettano alla società”.
Su Elmas: “Ha 20 anni, grande forza fisica ma anche tecnica, se riesce a stare con i piedi per terra può fare cose importanti nel calcio”.
Si aspettava un Cagliari così? “Sì, pensavo anche ad una difesa a 3, poi ieri sera un po’ di telefonate… ma fino a ieri mi aspettavo a tre e l’abbiamo preparata anche col 3-5-2”.
Quanto manca per vedere il Napoli di Gattuso? “Non deve essere il mio, ma fare tutte e due le fasi, non riuscivamo a farle. Io gioco sulle due fasi, non faccio sistematicamente pressione ultra-offensiva altrimenti regali giocatori ad ogni azione, provo a farli esprimere per le qualità che hanno e l’errore iniziale è stato di non farla esprimere come sapevano loro perché chiedevo la pressione che non possiamo fare”. Tuttonapoli

Rino Gattuso, allenatore del Napoli, ha parlato a Sky e in Press Conference dopo la vittoria sul Cagliari. Ecco quanto evidenziato da “Napoli Magazine”: “Non mi fido. Serve un filotto di vittorie per tornare. Dobbiamo fare quello che stiamo facendo, ma non dobbiamo dimenticare quello che abbiamo combinato. Nelle ultime due partite non abbiamo preso gol ed è stato importante. Insigne doveva giocare, poi ha avuto un fastidio al ginocchio. Elmas è stato bravo. Mario Rui era l’unico terzino sinistro, Hysaj si è fatto trovare pronto. Chi sta meglio gioca. Mertens e Callejon in scadenza? I calciatori devono essere professionisti. Bisogna allenarsi in un certo modo, poi se rinnovano o no non è un mio problema. Se qualcuno mi dice che non sta bene e non ha la testa giusta gli do la mano. Serve rispetto. Allan? Domani è un altro giorno, non si porta rancore, sarò il primo ad incitare Allan. So che ha avuto proposte importanti in questi mesi, in campo voglio vedere grande senso di appartenenza. Grande disponibilità verso Allan per metterlo nelle migliori condizioni. Quello che abbiamo fatto resta nei libri di storia. Dobbiamo fare 40 punti. Non possiamo permetterci di scherzare col fuoco, altrimenti entri in un vortice e non esci più. Bisogna pensare 24 ore al giorno al Napoli. Chi ha fatto cose importanti non deve buttare via tutto negli ultimi mesi. Il gol di Mertens? Fa diventare tutto semplice, è un fenomeno, è furbo, è un giocatore completo, non sta mai fermo. Ci è mancato tanto, abbina furbizia a qualità. Dopo l’esperienza al Pisa non voglio promettere piu’ niente, c’è chi si occupa dei contratti, i soldi non sono miei, sono un dipendente dell’azienda, le scelte deve farle chi comanda. Me l’hanno chiesto il parere. Se non giochiamo da squadra facciamo le figuracce”.
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