POLITANO. Protagonista nel Napoli, ma in Nazionale è penalizzato dal modulo
Il Mattino fa il punto sullo splendido momento di Matteo Politano.
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Ironia della sorte, il suo primo sigillo stagionale è arrivato con la presenza numero 201 in azzurro. Il tutto sotto gli occhi del ct dell’Italia Luciano Spalletti che conosce bene Politano e che all’inizio della sua avventura in Nazionale lo ha spesso convocato (l’ultima volta il 20 novembre dell’anno scorso in Ucraina) salvo poi fare scelte diverse. Inutile dire che Politano continua a cullare la speranza di una nuova chiamata in Nazionale. Magari già per il prossimo doppio turno di Nations League contro Belgio e Israele. A quanto pare, però, il sogno è destinato a rimanere tale.
Almeno fin quando Spalletti giocherĂ – come sta facendo e come sembra intenzionato ancora a fare – con il 3-5-2. Un modulo che certamente non esalta le caratteristiche dell’attaccante romano. Matteo, dal canto suo, continua a lavorare testa bassa e si concentra sull’azzurro – quello del Napoli – sui dettami impartiti da Conte e sul magic moment che sta vivendo la squadra. Sopratutto dopo tanto fango ingoiato nella passata stagione, quella delle macerie post scudetto, quella del decimo posto e dell’esclusione da tutte le coppe europee dopo 14 anni di fila, in cui comunque Politano è stato tra i pochi a salvarsi.
Nonostante l’annus horribilis, infatti, il numero 21 azzurro è riuscito a realizzare 9 reti (molte di pregevole fattura) e dieci assist tra campionato e Champions. Storia vecchia. Il presente racconta di un altro Napoli. Di una squadra diversa che ha saputo rialzare la testa anche e sopratutto con i suoi veterani. Tra questi c’è Politano.
La cura Conte lo ha galvanizzato, la concorrenza di Neres lo ha stimolato, la leadership nello spogliatoio lo ha responsabilizzato. C’è di più. è probabile che la presenza “ingombrante” in panchina del talento brasiliano, paradossalmente, abbia contribuito a far levitare le prestazioni del numero 21 assistito da Mario Giuffredi (che segue anche Mario Rui, con cui pare ci sia un contenzioso legale in atto da parte dello stesso agente).
E poco importa che finora era rimasto a digiuno di reti: Politano è sempre partito nell’undici titolare nelle sei partite in cui il Napoli è sceso in campo in questa nuova stagione in cui gli azzurri guardano tutti dall’alto verso il basso. Segno evidente della fiducia del tecnico nei suoi confronti e sopratutto della sua versatilità tattica oltre che di una predisposizione al sacrificio che ne hanno fatto una pedina fondamentale, praticamente insostituibile, nello scacchiere azzurro. La gara con il Monza più di tutte ne è la testimonianza evidente. Politano ha giocato a tutta fascia sulla destra, andando su e giù per quel binario e coprendo diligentemente in fase di non possesso fino alla linea dei difensori.
Quando c’era da spingere il piede sull’acceleratore, poi, non si è fatto certo pregare: ha spesso duettato con Di Lorenzo e Lukaku chiedendo l’uno due ed ha trovato pure la gioia del gol che gli mancava dal 14 aprile scorso (2-2 con il Frosinone). Quello fu un eurogol che, ironia della sorte, fece sempre al Maradona, sempre con Turati tra i pali e sempre con Spalletti (per la prima volta) in tribuna da ct. Corsi e ricorsi storici. Con il comune denominatore azzurro…
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