? A TUTTO PEPE. La riscoperta di Reina
Ecco quanto scrive Marco Azzi su Repubblica
È stata la sua notte, anche se nel tabellino dei marcatori resteranno soprattutto i nomi di Insigne, Mertens e Callejon: gli autori dei gol che hanno consentito al Napoli di mettere ko il Feyenoord e ritornare in corsa per la qualificazione agli ottavi di finale della Champions League, dopo la rischiosa sconfitta subita nel debutto in Ucraina con lo Shakhtar Donetsk. Ma il passo avanti in classifica degli azzurri nel girone F, alla vigilia della doppia sfida contro il Manchester City di Pep Guardiola, è stato facilitato in modo decisivo pure dalla ottima prestazione di Pepe Reina: a sua volta alla ribalta per il rigore parato a metà della ripresa e per almeno un altro paio di interventi super, che hanno impedito agli olandesi di rientrare pericolosamente in gara. Meritati gli applausi dei fedelissimi del San Paolo al portiere spagnolo, che era invece finito sotto accusa per le reti subite (in particolare la seconda) nella movimentata trasferta di campionato di sabato contro la Spal.
L’Europa è arrivata dunque al momento giusto per permettere al leader dello spogliatoio di prendersi una bella rivincita: molto preziosa per la squadra e probabilmente addirittura di più per il suo morale.
Reina ha le spalle larghe: forte della sua grande esperienza internazionale e di una personalità che non lo ha mai abbandonato, nemmeno nei momenti più difficili della sua lunga e onorata carriera. Ma aveva bisogno lo stesso di vivere una notte da protagonista, per scrollarsi di dosso le accuse e fare contemporaneamente un bel pieno di autostima. Il primo a sapere di avere commesso qualche errore di troppo era proprio lui, infatti.
E c’era dunque il rischio concreto che il portiere spagnolo perdesse un po’ di fiducia e sicurezza: convincendosi a sua volta di trovarsi nei guai. Deve essersene però reso conto pure Sarri, che alla vigilia della partita contro il Feyenoord ha difeso pubblicamente e a spada tratta il suo leader. “Sta facendo benissimo e non merita di essere messo in discussione. Contro la Spal si era comportato da uomo vero, esponendosi a una brutta figura solo per il bene della squadra: di cui è un punto di riferimento”.
Le parole del tecnico, ribadite in privato anche nello spogliatoio, sono state per Reina un balsamo rigenerante. Come gli attestati di stima dei compagni e i loro abbracci durante la partita di Champions, subito dopo il rigore parato dal portiere. Il Napoli ha fatto quadrato intorno allo spagnolo, separato in casa con la società a causa del mancato accordo con De Laurentiis per il rinnovo del suo contratto, in scadenza a giugno. Ma Sarri e la squadra, come si è visto bene mercoledì sera al San Paolo, sono schierati tutti dalla sua parte. Il numero uno, del resto, era stato in estate uno dei promotori del patto scudetto e si era adoperato in prima persona per convincere Insigne e soprattutto Mertens a restare un altro anno. Gli azzurri lo considerano dunque una pedina chiave e imprescindibile del progetto: pure per la sua leadership fuori dal campo.
Ma è soprattutto tra i pali che Reina può e deve confermarsi decisivo, come è successo con il Feyenoord. “Ho avuto modo di valutare la prestazione di Pepe attraverso gli highlights: è stato super. Le critiche? Inutile commentarle, il suo lavoro è sotto gli occhi di tutto il mondo”, ha detto ieri a radio Kiss Kiss l’agente del portiere, Quilon. Sui social continua invece il silenzio dello spagnolo: è il momento di far parlare i fatti.
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