PENTAGRAMMA AZZURRISSIMO. Pazzanese: “La nota intonata è di Lukaku: gol e assist. A stonare è stato invece…”

Pazzanese

Ecco il consueto appuntamento con Il Pentagramma Azzurrissimo di Alessandro Pazzanese.

NOTA INTONATA:

LUKAKU: Nella prestazione del belga non c’è niente di diverso da quanto di straordinario si era già visto nella gara contro l’Inter, se non una sola cosa: il gol e l’assist realizzati. Il gioco di sponda e l’attacco alla porta (il gol del vantaggio probabilmente è la massima espressione di questa sua seconda qualità), oltre a creare azioni pericolose, questa volta si sono anche tramutati in gol e passaggi decisivi. E se il gol del vantaggio del Napoli è arrivato da una ribattuta che solo in apparenza poteva sembrare di agevole realizzazione, è tuttavia invece sul gol del raddoppio di Raspadori che Big Rom ha dato prova di quanto in questo Napoli siano fondamentali i suoi movimenti prima ancora che i suoi gol. Quel modo di destreggiarsi fisicamente dominante tra Comuzzo e Pablo Marì, e la successiva visionaria palla imbucata per l’81 sono giocate decisive che coronano la seconda prestazione consecutiva perfetta e completa in tutti i sensi. Voto 8.

NOTA STONATA:

RRAHMANI: Il parallelo musicale migliore, più che quello con la nota stonata, potrebbe essere quello con la dissonanza: se la prima, infatti, presuppone necessariamente un errore da parte da parte dell’esecutore, ecco che invece la dissonanza è qualcosa di sicuramente ‘non gradevole’ all’ascolto, ma che può tranquillamente trovarsi all’interno di una partitura per volere dell’autore, senza implicare in alcun modo errori da parte dell’interprete. Ecco allora che nella cornice di una gara in cui non si è registrata nessuna prestazione veramente scadente, probabilmente il centrale azzurro in maglia 13 rappresenta una ‘sopportabile’ dissonanza che si è manifestata nella grande difficoltà a gestire le iniziali e finali sgasate di Kean che, in una partita in cui la Fiorentina è ricordata solo per aver realizzato il gol del 2-1, ha avuto indubbiamente la possibilità di far sfoggio di tutte le sue grandi doti tecniche, e anche del suo ormai lungo momento di forma, nonostante il leggero infortunio che lo aveva tenuto inattivo in settimana. Probabilmente il kosovaro, non ancora del tutto sereno dopo gli errori decisivi contro Lazio e Como, rappresenta la ‘minima’ dissonanza di una prestazione che ha come unica pecca per gli uomini di Conte quella di non aver realizzato almeno la metà delle occasioni prodotte. Voto 6.

10/03/2025

Alessandro Pazzanese

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