PENTAGRAMMA AZZURRISSIMO. Pazzanese: “Bene Meret e Hojlund, ma sono tre le note stonate…”
PRIMA NOTA INTONATA
MERET: Se si parla di “reparto difensivo in crisi”, si può a tutti gli effetti dire che ad oggi il portiere azzurro rappresenti l’unica vera eccezione a questa dicitura. In una gara inspiegabile, che ha visto comunque spuntarla gli attuali e futuri Campioni d’Italia, Alex è di fatto colui che ha permesso che il risultato rimanesse quanto più possibile in bilico, con la sua freddezza tra i pali e, soprattutto, con due gesti atletici di pregevole fattura come quelli rispettivamente espressi su Diouf e Barella. Voto 6.5
SECONDA NOTA INTONATA
HOJLUND: La speranza è che veramente, in un contesto offensivo che il Principe De Curtis definirebbe “da moria delle vacche”, il danese continui quanto più possibile a centrare il bersaglio e ad aggiornare il tabellino. Perché solo questa costanza potrà, per la legge dei grandi numeri, iniziare a fargli segnare reti che possano incidere anche sui punti della squadra. In quel di San Siro, oltre ad aver segnato un gol di assoluta intelligenza e furbizia tattica, è sembrato veramente l’uomo su cui il Napoli ha riposto tutte le sue illusioni per poter portare a casa il risultato, non fosse altro per lo spirito e i costanti movimenti a smarcarsi tra Akanji e Bisseck che gli sono riusciti fino alla sostituzione. Voto 7.
PRIMA NOTA STONATA
LUCCA: Lungi dal voler scaricare su di lui tutte le responsabilità tecniche di una squadra attualmente tredicesima in classifica con tre punti conquistati su nove disponibili. Ma se invece di sfiorare timidamente la palla che ha liberato Lautaro per il tocco del 3-2, avesse badato al sodo e a spazzare via con convinzione il pallone, al 99% non si starebbe raccontando una sconfitta. E va comunque precisato che, pur non essendone il colpevole principale, il ragazzo non è nuovo a giocate superficiali e poco lucide, in special modo nei minuti finali di gara. Voto 4.5
SECONDA NOTA STONATA:
BADIASHILE: Esordio catastrofico. L’intenzione di difendere meglio dentro l’area ha sortito esattamente l’effetto opposto, come dimostrano il 2-2 firmato Thuram e, soprattutto, il sottovalutato (ma potenzialmente ancor più catastrofico) retropassaggio di pochi minuti dopo. Voto 4.
TERZA NOTA STONATA:
CHI DECIDE DI FARLI ENTRARE: Sempre con l’equilibrio che dovrebbe contraddistinguere l’analisi di un post gara (eventualmente anche apocalittica), e pur nella certezza quasi matematica che Neres e Anguissa abbiano fallito due gol che sarebbero valsi la vittoria degli azzurri, non si può in ogni caso negare che il tecnico ancora non sia riuscito a trovare un punto d’incontro tra le proprie idee e le esigenze tattiche della squadra: giocare con il 4-3-3 con due esterni alti, ma decisamente non al top e, al tempo stesso, abbassare la squadra in maniera eccessiva entro i confini della propria area di rigore sono due scelte che hanno ottenuto come unico risultato quello di aumentare il tasso di possesso e di pericolosità offensiva dell’Inter che, in meno di dieci minuti, ha trovato il modo di cancellare anche quanto di buono era riuscito al Napoli sino alla metà della ripresa. E in un gruppo di difensori che, già di per sé, ha dimostrato di essere lontano dalla miglior condizione atletica, era quantomeno da intuire che l’ennesimo innesto in condizioni precarie avrebbe contribuito a tutto meno che ad un’ulteriore solidità del reparto difensivo.
Ora però basta col passato, e focus sul presente. Se veramente “c’è da stare Allegri e Sereni” per le prestazioni, allora lasciamo che esse inizino anche a portare punti, a cominciare dall’esordio in Champions contro gli attuali Campioni d’Inghilterra che, già nel 2013-14, sono riusciti nell’impresa di eliminarci da un girone in cui gli azzurri avevano totalizzato 12 punti.
07/09/2026
Alessandro Pazzanese
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