⭐️ NAPOLI. Tra De Laurentiis e la tifoseria ora c’è piena sintonia

De Laurentiis

Ecco l’editoriale del Capo dei Servizi Sportivi del Mattino Francesco De Luca

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Da un’estate all’altra investiti 350 milioni. Una cifra boom che nella scorsa stagione ha consentito al Napoli di vincere lo scudetto e di porsi obiettivi ancor più ambiziosi in questa, cominciata con due vittorie. L’obiettivo del quinto scudetto – neanche Maradona riuscì a conquistarne due di fila – e di un piazzamento tra le big d’Europa. Giorni felici per De Laurentiis, che in queste settimane si è distaccato dal Napoli soltanto per poche ore, lavorando anche nei ritiri di Dimaro e Castel di Sangro su due progetti: lo stadio da costruire a Poggioreale, investimento tra i 250 e i 300 milioni per un impianto da 70mila spettatori con 8500 posti auto, e il centro sportivo di proprietà, da realizzare in provincia di Caserta, dove peraltro il Napoli si allena da 18 anni. Giorni in cui De Laurentiis ascolta gli applausi dei tifosi. Tre anni fa, dopo le partenze illustri che teoricamente avrebbero indebolito la squadra di Spalletti, lesse striscioni duri. Quel Napoli vinse il terzo scudetto. Gli errori nel campionato successivo – tutti ammessi – avevano fatto scendere il freddo tra il patron e una parte della tifoseria però l’assunzione di Conte, il mercato di un anno fa da 150 milioni e il quarto scudetto hanno spazzato via i dubbi. Si è creata finalmente quella sintonia auspicata da sempre. E De Laurentiis, accento romano ma solide origini napoletane, ha voluto precisare già a inizio luglio: «I tifosi? Non devono essere loro a ringraziare me, sono io che ringrazio loro. Nel cinema come nel calcio ho sempre lavorato per la gente».
Lavora quasi sempre in silenzio, tra calciomercato e progetti edilizi. La ribalta lasciata totalmente a Conte e ai giocatori, dietro le quinte c’è tanto da fare con uno staff ristretto ed efficiente, in cui spicca la figura di sua figlia Valentina, che non si limita a creare le maglie: intercetta e condivide i sogni dei tifosi. L’escalation del Napoli ha avuto una decisa accelerazione con Conte, un manager che impone regole ferree. Ma era cominciato molto prima. Mazzarri che riportò la squadra in Champions, Benitez che si fece accompagnare da calciatori ex Real e Liverpool a Castel Volturno, Sarri diede lezioni di calcio e arrivò ai 91 punti, Spalletti che andò a vivere nel centro tecnico per vincere il terzo scudetto. E poi Conte, che ha potuto contare sulla totale disponibilità economica del club. Si fa male Lukaku e non basta Lucca, investimento peraltro di 35 milioni? Ecco l’accordo con Hojlund, pagato 50. Le ambizioni del Napoli e della sua tifoseria sono poggiate su basi solide. La squadra dà certezze perché intorno si è ricreato quel clima che aveva accompagnato la scalata al titolo di Spalletti, Osimhen e Kvara. I due “angeli” del terzo tricolore sono volati al Galatasaray e al Psg, lasciando una dote di 150 milioni, subito reinvestiti. Chi non ha vissuto gli ultimi cinque mesi della scorsa stagione, faticherebbe a credere che il Napoli ha vinto il campionato senza Osimhen e Kvara, che peraltro si è laureato campione d’Europa. Ma non è stato un colpo di fortuna. Si ricordi quanto accadde dopo la cessione di Higuain alla Juve. Si infortunò il suo sostituto Milik e Sarri, pescato da De Laurentiis a Empoli, s’inventò Mertens centravanti, arrivando a un passo dallo scudetto.
Un recente studio della “Gazzetta dello Sport” aveva evidenziato che De Laurentiis è l’azionista di serie A che ha immesso meno denaro nel proprio club: 16 milioni. È il segno di un’azienda che funziona e non ha bisogno di un ripianamento delle perdite da parte della proprietà, come accade in quei club del Nord, sorpassati dal Napoli al vertice. Un cambio di paradigma realizzato con le idee, i milioni e il lavoro. Non vi è stato nulla di casuale. I prossimi passi – studiati – riguardano lo stadio e il centro sportivo, che aiuterà a far fiorire i talenti azzurri. Nel rinnovato patto tra De Laurentiis e Conte vi è anche questo impegno: i grandi club non soltanto comprano bravi giocatori ma tentano anche di crearli.

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