NAPOLI. Repubblica: “De Laurentiis valuta la vendita del club, gli americani alzano l’offerta”
Gli investitori Usa hanno rilanciato addirittura a 2.2 milioni e ADL ha in teoria la possibilità di realizzare economico l’affare più clamoroso nella storia dello sport, dopo aver trasformato in oro le ceneri del fallimento, con un lavoro certosino e a tratti da visionario di quasi 23 anni. Logico che senta la squadra come una sua creatura e che al di là del business voglia lasciarla in ottime mani, come il numero uno azzurro ha spiegato nella conferenza di fine stagione di domenica.
Tanti soldi e cuore: l’affare può andare in porto solo così e la prossima mossa tocca gli americani, decisi a tirare le somme di una trattativa che dura da quasi sei mesi.
Persino la scelta del successore in panchina di Conte, per quanto importante e delicata, passa dunque in secondo piano davanti al possibile passaggio di consegne alla guida del Napoli. Su De Laurentiis continua infatti il pressing degli investitori Usa, capitanati dalla Underdog Global Partners e supportati con le sue intriganti potenzialità economiche dalla Ariel Investments di Chicago, che hanno offerto per l’acquisto della società una cifra mostre: inizialmente 2 miliardi, saliti poi a 2.2. Il presidente ha ammesso l’esistenza della trattativa e ha aperto per la prima volta nei 23 anni della sua gestione all’ipotesi di passare la mano, dopo aver preso atto della solidità dei potenziali acquirenti e della loro voglia di investire in città sulle infrastrutture (stadio e palazzetto), per la creazione di una nuova polisportiva azzurra. Dell’ambizioso progetto sono già informalmente al corrente anche i vertici delle istituzioni locali e si spiega così lo sfogo di ADL contro il sindaco Gaetano Manfredi (“Si sa che è juventino) e il numero uno della Regione, Roberto Fico.
Marco Azzi per Repubblica
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