NAPOLI. La sfida di Allegri parte in salita con il caso De Bruyne

Kevin De Bruyne
Kevin De Bruyne
La nuova era di Massimiliano Allegri all’ombra del Vesuvio rischia di aprirsi subito in salita. Non per questioni burocratiche – il tecnico attende solo di liberarsi formalmente dal Milan per ratificare l’accordo biennale giĂ  siglato con il presidente Aurelio De Laurentiis – ma per una vera e propria grana spogliatoio. La prima, vera “sfida di Max” ha giĂ  un nome e un cognome: Kevin De Bruyne.
Il fuoriclasse belga, intervistato dal quotidiano Nieuwsblad, ha rotto il silenzio e ha lanciato pesanti siluri sulla gestione tattica della passata stagione, definendola senza giri di parole “troppo difensiva”. Un atto d’accusa frontale che fotografa una frustrazione rimasta a lungo sotto traccia. Lo spiega approfonditamente il Corriere dello Sport.

Il duro sfogo di De Bruyne: “Voglio divertirmi”

Le parole del centrocampista belga non lasciano spazio a interpretazioni e certificano una profonda distanza filosofica con la guida tecnica precedente.
 
  • Attacco al modulo: “Giochiamo in modo molto difensivo. Se segni un gol a partita con un 5-4-1, c’è poco da continuare”, ha sbottato il belga, evidenziando i limiti strutturali di una squadra che ha faticato enormemente a produrre gioco.
  • Miseria offensiva: A supporto della sua tesi, De Bruyne ha citato un dato emblematico: “Il nostro capocannoniere ha segnato solo 10 gol. Abbiamo chiuso il campionato a 12 punti, quindi le statistiche offensive non erano certo esaltanti”.
  • Autocritica e futuro: Pur ammettendo le difficoltĂ  personali legate al rientro da un infortunio, il belga mette le cose in chiaro per il futuro: “Conte non doveva restare, ha una visione del calcio diversa dalla mia. Per me è fondamentale avere un confronto sul modo di giocare. Devo continuare a divertirmi”.

Il bivio di mercato: sirene estere o centralitĂ  nel Napoli?

Il contratto di De Bruyne scadrĂ  tra un anno e il suo futuro è piĂą che mai un rebus. Finora il giocatore ha dimostrato grande attaccamento al calcio che conta, respingendo al mittente offerte faraoniche provenienti dall’Arabia Saudita e dagli Stati Uniti pur di disputare le notti di Champions League in Europa.
Tuttavia, la permanenza in azzurro non è affatto scontata. Il suo ingaggio da circa 10 milioni di lordi (più altri 5 di bonus) pesa enormemente sulle casse del club, che non vorrebbe rinunciare alla sua classe ma che ora si trova costretto a ridiscutere i termini della sua permanenza.

Il piano di Allegri

In questo scenario si inserisce Massimiliano Allegri. Nella testa del tecnico livornese, De Bruyne doveva essere la pietra angolare del nuovo progetto tattico, una “mezzala di qualitĂ ” a cui affidare le chiavi della manovra, sulla falsariga di quanto fatto in passato con Luka Modrić.
Il paradosso è evidente: Allegri, da sempre tecnico pragmatico e vincente, viene chiamato a risolvere il malumore di un campione che chiede invece un calcio più offensivo e spettacolare. La capacità del mister di entrare in sintonia con i grandi campioni sarà decisiva: riuscirà il nuovo allenatore a convincere il belga a restare fedele al progetto Napoli?
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