NAPOLI. Il Mattino: “De Laurentiis ha cambiato strategia, mai stato a Castel Volturno”

Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis
Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis

Pino Taormina su Il Mattino fa il punto sul rapporto tra De Laurentiis e Conte: “Non andrà a Parma, nella sera che potrebbe regalare lo scudetto numero 4 della storia. Almeno, al momento, non è prevista la sua presenza. E stavolta non monterà schermi giganti al Maradona, come nella notte di Udine del 5 maggio di due anni fa. Conte e De Laurentiis hanno definito alla perfezione i propri ruoli a inizio della stagione, prima ancora delle firme. Le questioni tecniche da un lato, affidate ad Antonio in via esclusiva. Con divieto di intromissioni, blitz, iniziative personali. Compresi i tweet. De Laurentiis ha accettato di concedere carta bianca ed è praticamente sparito di scena. Sempre un passo indietro. A partire dai ritiri estivi. E lo stesso quando è iniziato questo campionato: ha fatto, alla perfezione, il capo dell’azienda che si è affidato a un manager che lo spinto su vie mai battute prima. L’acquisto di Lukaku, 31 anni, a 30 milioni con ingaggio di 4 anni, è il simbolo della nuova era di De Laurentiis. Il patron si è concentrato sulla ricerca del centro sportivo (Qualiano, ma non solo), sui lavori di ammodernamento dello stadio Maradona, sulle iniziative per il Centenario del club che cade nel 2026. Mai stato, neppure una volta, a Castel Volturno, quest’anno. Neppure per un caffé. Nulla. Un paio di cene durante la stagione con Conte e anche i messaggi limitati all’essenziale, per esplicita richiesta di Antonio che mal avrebbe digerito invasioni di campo. De Laurentiis, bruciato dal decimo posto di un anno fa, ha accettato tutto. Fin dall’inizio: un triennale senza clausole, per la prima volta. Non c’è ingaggio di allenatore in cui il presidente del Napoli non abbia inserito clausole di rescissione unilaterale: con Conte ha fatto eccezione”. Scrive ancora Il Mattino: “De Laurentiis che nel ventre dello stadio, durante i lavori per le Universiadi, aveva fatto realizzare una piccola stanza a ridosso dello spogliatoio, solo qualche volta è sceso a salutare allenatore e squadra. In una di queste, con la Juventus, per promettere un premio legato alla super vittoria di gennaio con i bianconeri. Certo, a gennaio De Laurentiis e Conte sono andati su strade parallele, per via della faccenda dei mancati acquisti dopo la partenza di Kvaratshelia. Ed è questo il punto chiave al centro della chiacchierata di fine stagione tra Conte e il patron. Anche per la festa dello scudetto, al contrario di due anni fa, De Laurentiis è molto più defilato: certo, deve parlare col prefetto, ma al momento – anche per via della sua scaramanzia – ha immaginato feste, show e roba di questo genere. Ma che De Laurentiis abbia cambiato la visione in questo 24/25 è legato anche all’aspetto delle deleghe che ha messo nelle mani di Tommaso Bianchini, che gestisce la parte del marketing quasi in totale autonomia. Un presidente più coordinatore e meno presente. D’altronde gli errori del dopo scudetto con Spalletti sono legati proprio al fatto di aver voluto accentrare tutto nelle sue mani. In una specie di Re Mida. Dove, però, non tutto quello che toccava diventava oro. Stavolta, è stato un presidente perfetto, forse colpevole di eccessiva assenza. È il Napoli di Conte, vero, ma soprattutto il Napoli di De Laurentiis”.

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