NAPOLI. De Luca: “Conte potrebbe essere il primo allenatore meridionale a…”
Ecco un ampio stralcio dell’editoriale di Francesco De Luca per Il Mattino
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Quattro partite ancora, «quattro passi» da muovere e «un prodigio» da compiere, per fare esplodere Napoli di felicità per il quarto scudetto. Conte ci prova. Ha vinto tanto, sempre al Nord, da calciatore e allenatore. Torino, Milano, Londra. Sarebbe il primo tecnico meridionale a conquistare uno scudetto a Napoli dopo il lombardo Bianchi nel 1987, il veneto Bigon nel 1990 e il toscano Spalletti nel 2023. Lo sfiorò Sarri, che ha l’accento toscano ma è nato qui, a Bagnoli, a un passo da Fuorigrotta. Il suo legame con le origini è stato il vessillo azzurro, oltre a tutti quei campioni con la maglia del Napoli di cui si innamorò quando era bambino. Lo scudetto, poi, Maurizio lo ha vinto ma alla Juve. E tanti qui non glielo hanno perdonato. Nell’autobiografia “Testa cuore e gambe”, pubblicata anni fa da Rizzoli e scritta con Antonio Di Rosa, Conte raccontò non soltanto i trionfi. Il suo calcio era quello per strada, come tanti ragazzi napoletani. Alla periferia di Lecce, ore e ore con il pallone o una racchetta, con i fratelli e gli amici che sognavano come lui di diventare campioni. «Palla ferma ci sono le macchine». Qualche secondo e poi si riprendeva. Quella passione per il calcio avrebbe allontanato Antonio dalla strada, aiutandolo a fare la scelta giusta. «Se hai un’educazione forte distingui il bene dal male, altrimenti sei fottuto. Io ho un’educazione forte: riesco a vedere il male senza finirci dentro, evitando di fare sciocchezze irreparabili», scrisse a proposito di quegli inizi, le prime partite nella squadra di papà Cosimo e poi, a 13 anni, il salto nel settore giovanile del Lecce, scoprendo per la prima volta la bellezza del campo in erba dopo le partite su quelli in terra battuta, o al “Carlo Pranzo” dove era meglio non andare con i pantaloni buoni e il motorino: rischiavi di tornare a casa nudo e a piedi. Certo, poi sarebbero arrivate la Juve e una straordinaria carriera, ma il cammino di Conte è cominciato così, come tanti altri calciatori del Sud orgogliosi di avere fatto della loro passione una professione, più o meno con successo. È una chance che vorrebbero tanti ragazzi napoletani e anche a loro probabilmente l’allenatore pensa quando insiste sulla costruzione del centro sportivo: sarebbe un’opportunità come quella avuta da Antonio, una luce in una vita che avrebbe potuto avere un percorso problematico. De Laurentiis ha promesso l’inizio dei lavori ai primi di settembre.
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