⁉️ NAPOLI. Da invincibile a precario: che cosa sta accadendo a Buongiorno?

Alessandro Buongiorno
Alessandro Buongiorno

Da invincibile a fantasma: il crollo choc di Alessandro Buongiorno è il simbolo del momento storto del Napoli.
Con quello di Copenaghen, quel maldestro tentativo di ostacolare Elyounoussi con la squadra in superiorità numerica, sono tre i rigori che ha provocato in maniera improvvida: un piccolo record. Il primo con l’Inter a ottobre, poi quello con il Verona (molto dubbio, a dirla tutta, perché c’è prima Valentina a fargli fallo) e infine quello della notte di Champions. Una caduta nel vuoto: Buongiorno ha cominciato a sentire freddino il pomeriggio del 14 dicembre, data infausta in cui cadde Udinese-Napoli. È lì che è iniziata la discesa negli inferi. Già il mercoledì prima, a Lisbona contro il Benfica di Mourinho, andò in tilt e venne sostituito al 60′. E da allora in poi, nulla è stato più uguale a prima. Quel giorno, dopo il Friuli, Buongiorno perde qualcosa che pensava intoccabile: il ruolo da titolare. A Riad, in Supercoppa, nonostante stesse bene (cosa non scontata, visto i numerosi infortuni), Antonio Conte gli ha preferito Juan Jesus. Per 4 gare consecutive (tutte vinte) è stato in panchina e il tecnico azzurro spiegò gelido: «Con Jesus abbiamo leadership e personalità». Povero Alessandro: lui da sempre è abituato ad essere coccolato e cullato. Al Torino era un idolo e anche qui il primo anno, nonostante quasi mezzo campionato in infermeria, tutti lo hanno sempre atteso. Stavolta qualcosa è cambiato: a Copenaghen ha giocato centrale al posto di Rrahmani, ma sapeva che se il kosovaro fosse stato in forma, sarebbe andato in panchina. Forse, il guaio di Buongiorno è questo: il ruolo, improvviso, da precario.

Pino Taormina 

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