NAPOLI. Corbo: “Conte sta bene a Napoli, ecco cosa mi ricordano le sue parole…”
“Una convincente euforia nel raccontare il suo sogno. Magari senza accorgersene, Conte si mette un po’ al di sopra dellasocietà. Dice che rimane per aiutare a crescere sia il direttore Giovanni Manna che la famiglia De Laurentiis. Né l’uno né l’altra sono suscettibili, avranno gradito il segnale di amicizia. Proprio Manna, definito giovane, ha tirato tutti i compagni di viaggio fuori dall’ingorgo del mercato. La sua conferenza evita a Conte il giudizio sugli acquisti mancati”. lo scrive Antonio Corbo su Repubblica. L’articolo così prosegue: “Funziona il suggestivo termine “ricatto” per spiegare la cessione di Kvara. Il Napoli più che ricattato è stato costretto a cedere il giocatore più tecnico e meno pagato. Ha solo evitato cheesercitasse il suo diritto a vincolarsi grazie ad una norma Uefa con un’aliquota favorevole. Ne deriva una cifra in base all’ingaggio del giocatore. Modesto purtroppo. Manna ha anche testimoniato che il presidente era pronto a sborsare decine di milioni per Garnacho. Non era un bluff, giura il manager. Che voglia aiutare De Laurentiis a crescere è una gradita promessa per il presidente, che da solo in vent’anni ora sfiora il quarto scudetto con i conti in ordine. Con i 150 milioni in arrivo (Kvara e Osimhen) il Napoli ha almeno la metà di “posizione finanziaria netta positiva” per investire a luglio, ma senza follie. Rimosse le ombre dal mercato, frenata l’Inter, si doveva andare avanti. Ed ecco Conte con un tempestivo intervento. La comunicazione è pari al suo talento di allenatore. Porta ilNapoli oltre il guado dell’utopia Garnacho per accendere i fari sui prossimi mesi. Il profeta del quarto scudetto vi è riuscito. Da ieri si sa molto di più. Rimarrà, si trova bene a Napoli, gli piace la città che sta conoscendo nelle sue note profonde, finalmente un allenatore che non si nasconde, abita nel quartiere elegante di Chiaia, volentieri si fa vedere nelle strade della griffe. Da escludere quindi che possa andar via, meno che mai rispondere alle sirene della Roma. È già immerso nel programma. Ma c’è di più. Si libera di una fastidiosa etichetta. Non cerca “acquisti da 50-60-70 milioni, ma Casa Napoli, infrastrutture e centro giovanile”. Lo stesso Manifesto di Benitez nella primavera 2015. Fu un modo elegante per dire addio. Dieci anni dopo è chiamato De Laurentiis a rispondere. Ha cantieri da aprire o un allenatore da cercare?”,
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