NAPOLI. Corbo: “Conte ha cambiato il verbo, per vincere si deve correre”
Da Conte agli altri. Per tutti cambia il verbo. Basta passeggiare come nel mesto pareggio con il Parma e nella desolata sconfitta interna con la Lazio. Il calcio è correre. Lottare. Aggredire. E lo dimostrano i due giocatori più tecnici e celebri. McTominay è devastante nelle sue incursioni, eccitato dal primo gol, un gol lampo folgorante, prosegue nel dominare da gigante nello stadio che lui stesso ha portato al delirio. De Bruyne che ha patito il dubbio di una possibile esclusione trova sul centrodestra la pista del suo attesissimo decollo verso le vette che sembrava aver perso. Come McTominay e De Bruyne anche Hojlund si libera di prepotenza del controllo di Baschirotto per volare verso la rete, rete ineludibile per la Cremonese, che Terracciano si incarica di sporcare con una involontaria deviazione. Tatticamente prezioso a destra, bentornato Rrahmani, quando è mancato il regista difensivo del miglior Napoli. Vittoria di muscoli guariti, di orgoglio e livori riuniti in una reazione totale, voglia di rimettere tutto in discussione. Bravo Conte, può ora dire davvero di aver parlato in italiano. Vincere con una squadra che corre, aggredisce, segna 4 gol d’impeto. È il suo calcio questo. Magari tardi quest’anno, ma lode a lui. La serata del genio che si è fatto finalmente comprendere.
Antonio Corbo per Repubblica
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