NAPOLI. Corbo attacca: “C’è una dittatura del Var”
Ecco un estratto dell’editoriale di Antonio Corbo per Repubblica.
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Verona 13 punti. Napoli 38 con una partita in meno. Ieri ne ha persi due, ma questo controverso pareggio lascia qualche certezza e una sensazione da incubo. Le prime, ha ancora una buona capacità di reagire alle avversità e una rassicurante condizione a quattro giorni dalla supersfida all’Inter. C’è però anche qualcosa di indimostrabile, sfuggente, discutibile.
Ci si avvia verso uno scudetto che rischia di essere condizionato dalla dittatura del Var. Due gol annullati in grave ritardo al Napoli sarebbero stati in altri tempi convalidati. Quella evidente superiorità che traspare nelle conclusioni di McTominay e Hojlund è vanificata dai controlli.
Come accettare di un processo il verdetto avverso per un impercettibile cavillo. Ci si affida al caso, ne troverà almeno uno il Var e quando, se non rivede sempre tutta l’azione chissà quanti metri e quanti secondi prima che termini in gol. In mancanza di chiare regole, sulla legittimità degli interventi di questa sovraordinata giuria seduta sulle nuvole e chiamata Var, per qualsiasi squadra l’esito di un campionato rimane sospeso alle fatalità. E conquistare lo scudetto sarà come vincere una lotteria. Come sempre accade, quando i dubbi sul sistema calcio si protraggono all’infinito, si sconfina sul limite tra ovvio e nulla.
Tutto come prima, peggio di prima. Il vertice di Federazione e Arbitri ascoltano i dibattiti televisivi, leggono le reazioni di addetti ai lavoratori e osservatori qualificati?
Ci si avvia verso uno scudetto che rischia di essere condizionato dalla dittatura del Var. Due gol annullati in grave ritardo al Napoli sarebbero stati in altri tempi convalidati. Quella evidente superiorità che traspare nelle conclusioni di McTominay e Hojlund è vanificata dai controlli.
Come accettare di un processo il verdetto avverso per un impercettibile cavillo. Ci si affida al caso, ne troverà almeno uno il Var e quando, se non rivede sempre tutta l’azione chissà quanti metri e quanti secondi prima che termini in gol. In mancanza di chiare regole, sulla legittimità degli interventi di questa sovraordinata giuria seduta sulle nuvole e chiamata Var, per qualsiasi squadra l’esito di un campionato rimane sospeso alle fatalità. E conquistare lo scudetto sarà come vincere una lotteria. Come sempre accade, quando i dubbi sul sistema calcio si protraggono all’infinito, si sconfina sul limite tra ovvio e nulla.
Tutto come prima, peggio di prima. Il vertice di Federazione e Arbitri ascoltano i dibattiti televisivi, leggono le reazioni di addetti ai lavoratori e osservatori qualificati?
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