NAPOLI. Chiariello scatenato: “Allegri non ci ha capito niente, finanche Garcia…” 📺 VIDEO

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Umberto Chiariello ha analizzato la sconfitta del Napoli nel corso di “Campania Sport”, su Canale 21. Nel suo editoriale, il giornalista ha espresso preoccupazione per il momento degli azzurri. Ha inoltre criticato le scelte tattiche e gli errori difensivi della squadra.

«Una sola parola per essere subito chiari e netti: crisi. Crisi nera. Rrahmani, che è uno dei leader della squadra, fa un errore colossale e il Venezia ne approfitta. Una squadra che le aveva perse tutte e che ha cambiato allenatore, arrivato dopo aver diretto un solo allenamento. Un allenatore che però ha una capacità molto elevata di lavorare sulla mente dei suoi giocatori, come ha dimostrato la sua storia».

Chiariello ha poi elogiato la capacità di Nicola di incidere sulla squadra, ricordando i risultati ottenuti nelle precedenti esperienze.

«Questa qualità di Nicola è nota. Lui arriva e dà un elettroshock all’ambiente. Non ha mai perso all’esordio. È un allenatore al quale non puoi affidare un progetto perché non riesce a portarlo a termine, ma se lo fai entrare in corso d’opera è capace di fare miracoli, grazie alla sua capacità di incidere sull’ambiente. L’ha fatto a Crotone, l’ha fatto a Salerno: due veri miracoli che valgono due scudetti. Io l’avevo detto nei giorni scorsi, al punto da litigare perfino».

Il giornalista ha quindi analizzato la prestazione del Napoli. Secondo lui, il Venezia non era un avversario da sottovalutare. Le maggiori responsabilità, però, sono da ricercare nella squadra azzurra e nelle scelte di Allegri.

«Venezia non è una passeggiata, non è una partita semplice, ma complicatissima per una serie di motivi. Primo, perché si lotta contro i numeri: quando una squadra le perde tutte, prima o poi fa punti. Non esiste in Serie A una squadra che le perda tutte. Il Venezia non è una squadraccia. L’ho visto giocare: è una squadra che deve lottare per salvarsi e probabilmente non si salverà, ma produce qualcosa. Davanti ha giocatori interessanti, l’attacco è il suo reparto migliore e ha anche un buon portiere. L’avevo detto, anche perché non avevo visto un Napoli che mi desse garanzie. Il problema non è l’avversario, è il Napoli. Oggi arriva alla nona partita stagionale e ne ha perse cinque. Mai così male in epoca moderna».

Chiariello ha criticato anche il modulo scelto per la partita, evidenziando la mancanza di giocatori capaci di saltare l’uomo.

«Perfino Garcia esce ingigantito da questo periodo di Allegri, che presenta una formazione assai scombiccherata: un 3-5-2 che non sta né in cielo né in terra, con una squadra composta soltanto da giocatori muscolari. Non ce n’è uno che sappia saltare l’uomo. Non lo fa certo Lucca, non lo fanno Gilmour, Lobotka o McTominay. Non lo fa nemmeno Giovane, che è un giocatore tecnico, una seconda punta».

Il giornalista è tornato poi sull’errore di Rrahmani in occasione del gol del Venezia. Ha anche difeso Meret dalle critiche, ritenendolo estraneo alla responsabilità dell’azione.

«Il Napoli va incontro a uno soporifero 0-0 nel primo tempo, sbattendo contro una squadra che mette un pullman davanti alla difesa, butta la palla avanti e si affida ai suoi attaccanti, Yeboah e Adams. Poi arriva quello che Allegri dice sempre essere dietro l’angolo: l’errore. Una volta lo fa Politano, un’altra Rrahmani. Quelli della vecchia guardia, eh! E poi, come si fa a mettere in discussione Meret sul gol preso dal Napoli? Non c’entra assolutamente niente, nemmeno di passaggio. Lì c’è un errore clamoroso, doppio, di Rrahmani, che non sa chiudere su Adams né in prima né in seconda battuta. Tra l’altro manda fuori causa il portiere. In passato quello sarebbe stato considerato un autogol, oggi viene assegnato al centravanti, ma di fatto è un autogol».

In conclusione, Chiariello ha invitato a non cercare giustificazioni negli episodi. Per il giornalista, il Napoli ha sprecato un’altra occasione per avvicinarsi alle squadre di vertice.

«Il Napoli non riesce a segnare per mille motivi: il rigore, gli episodi, ma non attacchiamoci a niente. Noi abbiamo resuscitato un morto in laguna che si chiamava Venezia. Abbiamo perso l’ennesima occasione per rientrare nel gruppo delle squadre che contano».

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