NAPOLI. Allegri e Manna devono ricostruire il gruppo
Ad Allegri si pongono enigmi non male in tutti i reparti. Troppa gente anziana, molte delicate gerarchie pregresse che vanno maneggiate con cura. Molti possibili musi lunghi. Dicono di lui che abbia capacità di comunicare con i giocatori e che non sia un sergente di ferro, grazie a Dio. Ma, attenzione, il gruppo Napoli oggi somiglia molto a quello che ereditò Ancelotti, gruppo che ribolliva di tensioni e scontentezze. La gestione dovrà puntare a cambiare i titolari senza che comincino a girare malcontento e gelosie. Il Napoli ha tradizioni di ammutinamenti, palesi o nascosti. Molto si potrà fare con le partenze, per bonificare l’ambiente. Altro si può fare con le rotazioni E si deve sperare che la società conosca tutti i punti dolenti, tutti i nodi di sofferenza, insomma che non debba toccare ad Allegri accorgersene quando le danze saranno cominciate, perché l’allenatore non può essere il fusibile di ogni tensione. Queste settimane sono di attesa per i tifosi ma di finissima chirurgia per società e panchina. Il mercato in entrata è solo la punta dell’iceberg, il pezzo facile del puzzle, il difficile è ricostruire il gruppo. Allegri e Manna dovranno fare, come si dice a Napoli, «lo speziale». Si facciano spiegare il concetto da Tommaso Starace.
Vittorio Zambardino sul Corriere del Mezzogiorno
Allegri è la scelta giusta per il Napoli?
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