L’OPINIONE. Perillo: “Dybala convinto da Mourinho, guai se il Napoli cedesse Osimhen. Azzurri indeboliti, aspettiamo di vedere se arrivano Kim e Deulofeu”
A “1 Football Club”, programma radiofonico condotto da Luca Cerchione in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Antonello Perillo, vice direttore nazionale del TGR RAI. Di seguito, un estratto raccolto dalla redazione di IlSognoNelCuore.com.
Sei deluso dalla questione Dybala o te lo aspettavi?
“Credevo che il Napoli sarebbe riuscito a fare la zampata decisiva, anche perché Adl aveva detto attraverso Giuntoli che avevano offerto sei milioni all’argentino. Mi sembra di aver capito che il Napoli ci abbia provato, e da ciò che so ha offerto anche qualcosa in più rispetto alla Roma. Suppongo che il progetto Napoli non sia piaciuto alla Joya, poi Mourinho è sceso in campo e, senza togliere nulla a Spalletti, il suo carisma è stato decisivo, un po’ come accadde con Benitez che convinse fior fior di giocatori ad accettare il Napoli. Penso siano pesate anche le cessioni fatte dagli azzurri, perché poi in Campania avrebbe giocato la Champions, quindi credo sia una questione di progetto”.
Dybala si aspettava qualche chiamata in più?
“Non ho dubbi che si aspettasse altre chiamate, forse anche qualche offerta migliore. Si è reso conto anche lui che il calcio è cambiato, un paio di anni fa un Dybala svincolato sul mercato non si sarebbe mai visto. Oggi ce ne sono tanti che, nonostante l’età, sono profili interessanti. Anche Belotti, francamente, me lo prenderei di corsa, invece sembra che andrà in Francia. Tra le possibilità ricevute, sicuramente il progetto Roma è stato quello che lo ha tentato di più”.
Col Bayern in cerca del sostituto di Lewandoski, dobbiamo temere per Osimhen?
“Io dico di sì, perché se i bavaresi vogliono Victor ed accontentano le richieste economiche di Adl, sarebbe difficile convincere il presidente a trattenerlo. Se dovesse accadere, sarebbe un disastro, avendo già perso Ospina, Koulibaly, Mertens ed Insigne. Sarebbe un evidentissimo ridimensionamento. Poi, per carità, siamo andati avanti anche dopo l’aver perso il Dio del calcio, quindi bisogna solo capire chi prenderà il Napoli”.
Il Bayern ha indebolito la Juve prendendo De Ligt
“Verissimo, ma loro hanno un centrocampo da urlo. Con i colpi Pogba e Di Maria la squadra è molto competitiva. Poi ci sarà il rientro di Chiesa, patrimonio anche della Nazionale e uomo fondamentale per la vittoria dell’Italia all’Europeo. Infine c’è Vlahovic. In difesa possono sistemare molte cose se vincono il braccio di ferro con l’Inter per Bremer”.
Ad oggi dove vedi il Napoli in classifica?
“L’Inter si è rinforzata ancora di più grazie a Lukaku, anche la Juve. Il Milan sta lavorando, la Roma ha fatto dei colpi importanti. Il Napoli si è indebolito ma aspettiamo la fine del mercato. Ad oggi vedo gli azzurri comunque lottare per le prime quattro posizioni, che non vuol dire arrivarci. Se dovesse arrivare Deulofeu, che non è Dybala, è un upgrade, così come se dovesse accettare Kim Min Jae, nonostante non sia mai stato messo alla prova nel calcio italiano. Gli azzurri restano un organico competitivo”.
Il ridimensionamento del Napoli è il preludio alla cessione del club?
“Non lo so, ma so che Adl ci ha abituato a sorprese di ogni genere, anche sul mercato, come ad esempio quando sostituì Quagliarella con in semi sconosciuto Cavani. Molto spesso il Napoli è andato vicino al sogno Scudetto sotto la gestione De Laurentiis, non so se avrà intenzione di mollare prima di aver vinto, visto che lui ha sempre vinto le sfide nella sua vita. Quando ha parlato di Napoli da Scudetto lui ci credeva, forse lo vuole fare rivoluzionando l’organico. Cerco, fa strano vederlo con questo basso profilo anche a Dimaro. Chissà, magari farà dei colpi importanti che renderanno la squadra di Spalletti molto competitiva. L’importante, nel prossimo campionato, è partire col piede giusto come in quello passato, perché se la squadra dovesse partire male, la contestazione potrebbe diventare insostenibile”.
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