L’OPINIONE. Pazzanese: “Il Napoli è ancora un cantiere, sul sostituto di Lukaku ora si deve…”
La difesa dello scudetto parte dal Mapei Stadium tra circa 72 ore. I protagonisti dell’evento saranno sostanzialmente due: una squadra che si vuole rinnovare e ricostruire, difendendo i traguardi già raggiunti ed ovviando agli impedimenti che si sono presentati nelle ultime ore sul suo cammino, ed un’altra che vuole riaccogliere al meglio la sua gente nel festoso e gioviale clima delle Serie A. La parola cantiere già adoperata anche da Antonio Conte sembra quanto mai indicativa dell’attuale situazione che innerva il Napoli: molti volti nuovi, calciatori di indubbia qualità da far decollare e, in più, circostanze a cui ovviare nel minor tempo possibile. Se, infatti, è vero che il precampionato di Lorenzo Lucca ha innescato non poco nei tifosi la curiosità di vederlo all’opera anche nelle partite ufficiali, sembra però altrettanto innegabile che le diverse competizioni, la lunghezza dell’infortunio di un bomber insostituibile da 14 gol a campionato e l’intenzione di migliorare la proposta offensiva nella stagione corrente, porteranno inevitabilmente il Napoli ad intervenire nuovamente nel ruolo in questione. Per farlo, però, la società dovrà innanzitutto, invece di fare footing o giocare a calcetto, schiarirsi le idee e definire un profilo su cui puntare: si è partito dalle affascinanti suggestioni (che, di fatto, tali sono rimaste) di ex bomber come Mertens e Cavani, passato per nomi ‘del vicinato’ come Vlahovic, Dovbyk, Pinamonti o Piccoli, per approdare infine a profili internazionali accessibili ma forti come Zirkzee o Hojlund. Ecco, ferma restando la già menzionata insostituibilità fisica e tecnica di Lukaku, quest’ultima categoria sembra però l’unica che, a mio avviso, potrebbe ridurre il più possibile, sia da un punto di vista internazionale sia tecnico, gli effetti dell’assenza del belga. Ma le circostanze non riguardano soltanto gli infortuni: il Napoli ha contro di sé la maledizione della prima di campionato a Reggio Emilia sin dal 2015, quando Floro Flores e Sansone, pedine a dir poco decisive dell’allora nuovo e spumeggianteSassuolo di Eusebio Di Francesco, decisero di rovinare il debutto di Maurizio Sarri sulla panchina azzurra rimontando l’iniziale rete di Marek Hamsik. Ecco, dunque, che il compito degli azzurri di Conte sarà nuovamente (e, si immagina, per molte altre volte ancora) quello di impedire alle circostanze di incidere più del dovuto sui risultati e sulla crescita di questo cantiere che può, ancora una volta, attraverso il sodo lavoro, togliersi la soddisfazione di edificare un palazzo grande ed affascinante.
20/08/2025
Alessandro Pazzanese
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