LE DUE REGINE. Ecco come Juventus e Napoli arrivano a questa maxi sfida

Maradona e Platini

Colpo in canna e dito sul grilletto. Non sarà un duello al sole, semmai alla luce artificiale dello Stadium, però lascerà lo stesso con il fiato sospeso. Juve-Napoli è una specie di western all’italiana, la resa dei conti tra le squadre migliori dentro un campionato che sino a Natale è stato il più incerto degli ultimi venti anni e adesso è diventato un testa a testa senza limiti. Il nuovo anno ci ha riportato ai tempi di Platini e Maradona, che hanno la faccia da sbarbato di Dybala e quella scafata di Higuain, argentini con il vizio del gol.
Le prime sette giornate del 2016 hanno scavato la differenza. Sarri e Allegri non hanno sbagliato un colpo sbaragliando la concorrenza, quasi doppiandola. Tra i 21 punti di Napoli e Juve e i 12 di Milan e Roma, le immediate inseguitrici in questa parziale classifica, ci sono 9 punti, tre partite tonde. Le prime volano, le altre arrancano. Il campionato si è spezzato in due, o meglio in tre o quattro parti. Un po’ come succede nel ciclismo quando i migliori danno uno scrollone al gruppo.
La rincorsa della Juve nasce da lontano. I bianconeri hanno messo insieme 14 vittorie consecutive e hanno nel mirino le 17 di Mancini nel 2006-07. Il Napoli, più modestamente, è arrivato a 8. In ogni caso strisce record che aumentano l’appeal in vista della madre di tutte le partite. Il resto è contorno. L’Inter, in testa alla fine del vecchio anno, nel nuovo si è incartata e ha messo insieme appena 9 punti; la Fiorentina 11. La differenza è diventata abissale, quasi imbarazzante.
Le regine che lottano per il trono sono migliori in tutto e promettono un finale esaltante: il Napoli, con quel diavolo di Higuain e un tridente stile Barcellona, ha l’attacco più prolifico della serie A con 53 gol, mentre la Juve vanta la miglior difesa (15 gol) riaprendo il solito dibattito: vince chi segna di più o chi subisce di meno? In ogni caso il Napoli ha la seconda difesa (19 reti) e la Juve il secondo attacco (45 gol).
Non ce n’è per nessuno. I dati del 2016 accentuano le caratteristiche migliori: il Napoli viaggia a una media superiore ai tre gol a partita, la Juve nello stesso periodo ne ha preso uno solo a Genova contro la Sampdoria. Sarri e Allegri cercheranno di esaltare le proprie qualità, ma al tempo stesso proveranno ad acuire i difetti degli altri.
I numeri sono lo specchio dell’anima di una squadra, ma conteranno altri mille fattori: gli infortuni, che stanno condizionando la Juve soprattutto in difesa, la condizione fisica non brillantissima considerando la fatica che entrambe hanno fatto per liberarsi di Frosinone e Carpi, un pizzico di fortuna. La Juve è più abituata a partite di questo tipo, ma negli ultimi cento giorni ha rincorso a testa bassa recuperando 7 punti alla rivale. Alla lunga questo inseguimento a rotta di collo potrebbe logorarla. Il Napoli cerca normalità in una città che freme di passione e aspetta Torino come passaggio obbligato verso la gloria. Juve-Napoli non vale tutto, ma dopo la sfida di sabato sera allo Stadium niente sarà come prima.

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