L’ANNUNCIO. Spalletti: “Sono stanco, mi fermo un anno”

Spalletti

Il futuro di Luciano Spalletti è stato annunciato nelle scorse ore da Aurelio De Laurentiis, che aveva parlato di anno sabbatico per l’allenatore. Ora è proprio Spalletti a parlare, dopo essersi tolto questo peso: “A volte per amore ci si lascia… alla mia età posso decidere di fare qualsiasi cosa. Quando si ha davanti una città come Napoli bisogna chiedersi se siamo pronti a mettere a disposizione il meglio oppure no – ha detto a un evento a Coverciano come raccolto da SOS Fanta.

Ho bisogno di riposarmi, mi sento stanco. Voglio stare con mia figlia Matilde. Sono felice de Laurentiis abbia detto questa cosa, era giusto così. Ho chiesto io di stare fermo. Sono felice che De Laurentiis abbia detto questa cosa, era giusto così. Ho chiesto io di stare fermo e starò fermo un anno. Non allenerò il Napoli o altre squadre. Nulla può farmi cambiare idea“.

=====

Questo entusiasmo di Napoli ha indicato la strada per riempire gli stadi, per gioire del calcio, affinché tutti possano vivere delle emozioni del genere. I tifosi hanno creato delle cose che emozionano. La città è una componente fondamentale per fare questo tipo di vittoria. Ci sono tre regole: calciatori forti; una società che ti sappia indicare calciatori forti e te li metta a disposizione, e Giuntoli è uno dei più bravi che io abbia mai avuto; il cuore della città. Ogni volta che andiamo in città ci randellano pezzi di cuore in campo e siamo costretti ad assorbire tutto questo amore e questo affetto.

Perchè finisce? A volte per amore si lascia. Per troppo amore. Voi non siete mai stati lasciati per troppo amore? Alla mia etĂ  posso decidere di fare qualsiasi cosa. Quando si ha davanti una cittĂ  come Napoli, che merita cose, bisogna domandarsi se siamo in grado di mettergliele a disposizione. Napoli non merita cose normali, merita molto di piĂą. Per cui uno se lo domanda: ci vado o non ci vado? I miei figli mi dissero che a Napoli non si può non andare. Napoli ha visto il giocatore piĂą forte del mondo e allenatori fortissimi: Sarri è un maestro, Ancelotti è uno dei numeri uno, Gattuso è un passionale, Benitez è un allenatore internazionale. Per cui quando si va a Napoli si va per vincere. Al primo anno non ci siamo riusciti e siamo stati anche criticati, uno se lo domanda: sono in grado di fare questo? Quest’anno non sono in grado, per cui faccio un passettino indietro.

Perchè? Una delle questioni è che devo allenare Matilde, ho una figlia piccola e ci voglio stare un po’ insieme. Ho bisogno di riposarmi perchĂ© mi sento un po’ stanco e voglio stare un po’ da parte.

Ho chiesto un anno sabbatico a De Laurentiis? Ha detto quello che ci siamo detti alla cena. Cominciai per primo a parlare perchĂ© dissi quest’anno sto fermo, non alleno nĂ© il Napoli nĂ© un’altra squadra. Mi fa piacere che l’abbia detto, sembrava di tirarla in lungo. Per rispetto alla societĂ , visto che mi era stato richiesto, era giusto che lo dicesse la societĂ . Se qualcuno vuole venire a infilarsi gli stivali…

Matilde non poteva venire con me? Dipende come si interpreta il calcio. Teorie dicono che il calcio è facile e che bisogna appoggiarsi sulle conoscenze che giĂ  abbiamo, poi c’è chi dice che è fatto di cose nuove e bisogna andare a metterle a disposizione. Le due teorie devono essere messe davanti e meno male che c’è Coverciano che è quell’atrio che mette in contatto queste due porte”. Calcionapoli24

Condividi questo articolo:

Commenti