A CONTI FATTI. Francesco Squitieri: “Adesso si gioca la partita dei rinnovi, ecco i pregi e i difetti del duo Giuntoli-ADL”

Giuntoli e De Laurentiis

Iniziato finalmente il campionato e l’avventura Champions, per il Napoli si apre anche un nuovo capitolo di spesa, quello dei rinnovi. Come è emerso dal “dossier” pubblicato dalla Gazzetta dello Sport“, il monte-ingaggi totale della Serie A tocca quest’anno i 985 milioni di euro lordi, con un aumento dell’11% rispetto all’anno scorso, quando i guadagni complessivi avevano toccato quota 882 milioni di euro.

Il club partenopeo, con un monte stipendi di 75 milioni di euro, è in linea con quello dello scorso anno (74), e si piazza al quinto posto nella Serie A, alle spalle di Juventus (145), Inter (120), Roma (92) e Milan (80). Sul podio dei calciatori più pagati nella Serie A non figurano giocatori del Napoli. Solo Hamsik tocca i 3,5 milioni dopo che ha firmato il prolungamento del contratto fino al 2020 che lo lega di fatto “a vita” al club azzurro, seguito a ruota dal Callejon (3 mln) e dal neo acquisto Milik (2,5). Il Napoli si è quindi “liberato” di stipendi elevatissimi come quelli di Higuain (5,5) e di Zuniga (3,2) che pesavano come macigni sui conti del club azzurro, spalmando i soldi risparmiati tra un drappello di giovani il cui stipendio si colloca sotto quota 2 milioni.

Va dato atto quindi al duo Giuntoli-ADL di aver operato sul mercato con sagacia e con un occhio attento al bilancio, ma allo stesso tempo di aver migliorato il parco giocatori. I due infatti hanno saputo consegnare ai tifosi una rosa più completa in tutti i reparti, finalmente con due ricambi per ogni ruolo e con 17 giocatori nazionali. Una rosa cresciuta inoltre di valore, come riporta il sito Transfermarket.it, che colloca il Napoli all’undicesimo posto nella classifica delle squadre di Champions in base al valore economico. Una rosa che vale 295,88 milioni di euro ed oltretutto ringiovanita (l’età media è scesa a 26,5 anni). Una buon lavoro quindi quello del duo Giuntoli-ADL, testimoniato anche dai risultati sportivi: il Napoli, infatti, quinto nella speciale classifica degli ingaggi, dopo 3 giornate di campionato viaggia però con ben 5 punti in più rispetto alla scorsa stagione ed è secondo in classifica a 7 punti. Ed è iniziato bene anche il cammino in Champions, con una vittoria per 2 a 1 nel difficile campo della Dinamo Kiev.

Ma ora per il Napoli ora si apre un nuovo capitolo di spesa. Sono almeno cinque i rinnovi da trattare nei prossimi mesi e qui si gioca una bella sfida per le casse del Napoli.

Partendo dalla difesa, Koulibaly è rimasto anche quest’anno con qualche mal di pancia (negli ultimi giorni di mercato De Laurentiis avrebbe rifiutato oltre 50 milioni dal Chelsea, destinazione molto gradita al giocatore) ed è ora in attesa del rinnovo. L’ingaggio del calciatore classe ’91 si attesta sugli 800mila euro annui e dovrebbe sottoscrivere un contratto fino al 2021 da 2,2 milioni di euro netti a stagione. Nel suo contratto inoltre pare sia prevista una clausola rescissoria da 70 milioni. Anche Hysaj che attualmente percepisce 600mila euro, dovrebbe rinnovare fino al 2021 e avrà un ritocco sull’ingaggio da 1,5 milioni in su (inoltre si inserirà una clausola rescissoria da 40 milioni), mentre l’algerino Ghoulam che attualmente percepisce 800 mila euro l’anno, dovrebbe firmare un nuovo contratto e posizionarsi al di sopra del milione e mezzo.

In attacco altri grattacapi per ADL. In primis quello per Lorenzo Insigne. Quest’ultimo chiede da svariati mesi un aumento di ingaggio (oggi ha un contratto da 1,8 milioni netti fino al 2019). Nel nuovo accordo potrebbe veder quasi raddoppiato l’importo (bonus compresi). Rimasto all’ombra del Vesuvio dopo un’intera estate in bilico, Manolo Gabbiadini è ancora azzurro e aspetta il meritato adeguamento a cifre importanti (3 milioni all’anno bonus compresi). Il suo guadagno attuale è di 1,9 milioni a stagione. Anche Dries Mertens da 1,2 milioni annui potrebbe arrivare o superare il tetto dei 2 milioni.

Dalla partita rinnovi potrebbe quindi esserci un aggravio per le casse del Napoli che dovrebbe oscillare tra i 5/10 milioni di euro. Una cifra che però poteva essere minore per il Napoli, se solo la società non si fosse fatta trovare impreparata e avesse gestito la vicenda rinnovi in anticipo rispetto alla campagna acquisti estiva, senza far intervenire le sirene di mercato. Un errore da non ripetere in futuro, cosi come sembra che il Napoli stia facendo tesoro della gestione errata della vicenda Higuain. A confermarlo è stato lo stesso ADL che parlando a Radio Kiss Kiss il giorno dopo la chiusura del calciomercato azzurro ha candidamente ammesso che i nuovi giocatori del Napoli “non sono vendibili in Italia ma all’estero. Abbiamo deciso così dopo il fatto della Juve, che ci ha infastidito”.

Sul tema clausola rescissoria, infatti, molti hanno criticato la politica del Napoli. Secondo alcuni, inserire questo tipo di clausole significa rinunciare a qualsiasi negoziazione e quindi vedersi sfilare i giocatori da sotto al naso. Ma quello che è stato sbagliato nella vicenda Higuain non era la clausola in se, visto che in Napoli ha realizzato una plusvalenza super (dopo quelle per Lavezzi e Cavani), ma il non aver previsto che la scadenza di quella clausola fosse troppo prossima alla fine di mercato e non aver inoltre stabilito l’impossibilità di cedere il giocatore in Italia. Aggiustati questi due aspetti, anche il tema clausola rescissoria è un ottimo strumento per massimizzare le cessioni di giocatori che hanno deciso comunque di lasciare la squadra, e quindi diventa in futuro una possibilità per il Napoli di poter incrementare le proprie casse, visto il valore dei giocatori comprati quest’anno e la loro giovane età.

Un discorso, quest’ultimo, che farà sicuramente storcere il naso a qualche tifoso che non vede di buon occhio la possibilità di perdere giocatori che sono diventati nel frattempo campioni appetibili, come successo con Higuain. Ma se ADL, come sottolineato spesso negli articoli passati anche in modo critico verso il Presidente, è orientato ad una filosofia gestionale che non prevede il rischio di impresa, può piacere o meno ma fino a quando il fatturato della società azzurra non salirà, il Napoli non potrà permettersi sempre di trattenere i suoi calciatori di fronte ad offerte allettanti.

Una speranza in tal senso viene dalla riforma della Champions League che dal 2018 prevede la partecipazione di 4 italiane sicure ogni anno e che quindi comporterà una maggiore possibilità per la squadra azzurra di poter andare più spesso in Champions e di aumentare i ricavi stabilmente e, quindi, incrementare la possibilità di alzare trofei.

 

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