L’ANALISI. Corbo: “Conte ha trovato nel 4-4-2 la formula migliore per il Napoli”
Vincente con l’Atalanta, problematica con il Qarabag all’inizio. Proprio l’innovativa formula con esterni in missione offensiva, Neres e Lang, schiodati dalla panchina dopo il polverone sollevato da Conte a Bologna, offre un vantaggio che l’allenatore avversario accoglie volentieri. Qurban Qurnanov, 17 anni dei suoi 53 vissuti sulla stessa panchina, gode di una superiorità numerica a centrocampo. Il Napoli la subisce, avendo due ali larghe che non aiutano Lobotka e McTominay.
Al centro il Napoli ha solo due elementi, bravi finché si vuole, McTominay e Lobotka, ma nel complesso debole opposizione a Jankovic Bicalho in costante intesa con Andrade e Zoubir.
Un dettaglio che crea la differenza, perché Olivera e Di Lorenzo rimangono dietro, trascurando l’emergenza nella zona rossa. Nel finale del primo tempo si muove già qualcosa.
Protagonista Neres. Si può dire che vi sia Neres da una parte, in evidenza, il Napoli in ombra ad assistere e un po’ subire. La vivacità di Neres annuncia l’imminente svolta nella ripresa.
Lasciate che Neres dimostri con tutta l’angoscia della lunga attesa di giocare diventando davvero l’uomo nuovo del Napoli dopo la buriana.Vive ormai nello splendore di una questione felicemente risolta.
Ci pensa poi il capitano, l’immancabile Di Lorenzo interpreta l’ansia di riscatto del Napoli. Va nella ripresa a procurare un rigore, capisce che deve lasciare quella zona di profondo grigio per spingere il Napoli più avanti in Champions.
Rigore che Hojlund calcia male, con un destro alto e molle a mezz’aria. È la scintilla che brucia sulla pelle di Antonio Conte, qui ci voglio io, sembra dirsi. Basta con i cambi ruolo su ruolo, come fan quasi tutti. Ecco una variante tattica. Politano subentra a Beukema, la difesa torna da 3 a 4, Di Lorenzo al posto di sempre.
Altro ritocco, altra variante.
L’esterno sinistro Lang lascia per il jolly di centrocampo Elmas, è il perfetto riequilibrio nella zona dell’iniziale disagio. Con Neres seconda punta accanto a Lucca che sostituisce un gelido Hojlund: ecco il 4-4-2 che si ricorderà di questa serata raddrizzata dal trasformista Conte. Facile cambiare se la squadra fisicamente sta meglio, certo. Ma da Bologna a ieri è cambiato tanto. Perché il 4-4-2 può essere il modulo della cavalcata. Dà una soluzione due volte importante. Ripristina la catena di destra con Di Lorenzo e il riposato Politano. E lancia in avanti Neres, il più bizzarro dei puledri a scavallare verso scudetto ed Europa.
Al centro il Napoli ha solo due elementi, bravi finché si vuole, McTominay e Lobotka, ma nel complesso debole opposizione a Jankovic Bicalho in costante intesa con Andrade e Zoubir.
Un dettaglio che crea la differenza, perché Olivera e Di Lorenzo rimangono dietro, trascurando l’emergenza nella zona rossa. Nel finale del primo tempo si muove già qualcosa.
Protagonista Neres. Si può dire che vi sia Neres da una parte, in evidenza, il Napoli in ombra ad assistere e un po’ subire. La vivacità di Neres annuncia l’imminente svolta nella ripresa.
Lasciate che Neres dimostri con tutta l’angoscia della lunga attesa di giocare diventando davvero l’uomo nuovo del Napoli dopo la buriana.Vive ormai nello splendore di una questione felicemente risolta.
Ci pensa poi il capitano, l’immancabile Di Lorenzo interpreta l’ansia di riscatto del Napoli. Va nella ripresa a procurare un rigore, capisce che deve lasciare quella zona di profondo grigio per spingere il Napoli più avanti in Champions.
Rigore che Hojlund calcia male, con un destro alto e molle a mezz’aria. È la scintilla che brucia sulla pelle di Antonio Conte, qui ci voglio io, sembra dirsi. Basta con i cambi ruolo su ruolo, come fan quasi tutti. Ecco una variante tattica. Politano subentra a Beukema, la difesa torna da 3 a 4, Di Lorenzo al posto di sempre.
Altro ritocco, altra variante.
L’esterno sinistro Lang lascia per il jolly di centrocampo Elmas, è il perfetto riequilibrio nella zona dell’iniziale disagio. Con Neres seconda punta accanto a Lucca che sostituisce un gelido Hojlund: ecco il 4-4-2 che si ricorderà di questa serata raddrizzata dal trasformista Conte. Facile cambiare se la squadra fisicamente sta meglio, certo. Ma da Bologna a ieri è cambiato tanto. Perché il 4-4-2 può essere il modulo della cavalcata. Dà una soluzione due volte importante. Ripristina la catena di destra con Di Lorenzo e il riposato Politano. E lancia in avanti Neres, il più bizzarro dei puledri a scavallare verso scudetto ed Europa.
Antonio Corbo per Repubblica
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