IL TECNICO. Mister Di Marzio: “Il rinnovo di Insigne andava fatto prima, Emerson Palmieri è forte”

Insigne

A Radio Marte nel corso della trasmissione “Marte Sport Live” è intervenuto Gianni Di Marzio, allenatore.
“Inno d’Italia? Bisognerebbe suonarlo anche prima delle partite di Serie A. Sarebbe bello per tenere i giovani legati alla patria, al di là di ogni discorso politico. Questo Europeo è stato organizzato a uso e consumo dell’Inghilterra, dopo 55 anni faranno la prima finale. Non mi sono piaciute le dichiarazione di Verratti, parlava già da secondo. La partita è da giocare. Politicamente l’UEFA si è fatta mettere i piedi in testa da Johnson ma bisogna fare bene per gli emigranti che sono in Inghilterra. La UEFA e Johnson si sono presi una bella responsabilità con gli stadi pieni. La squadra inglese è forte, hanno tirato fuori alcuni giovani forti come ha fatto Mancini: da Foden a Mount. Peralto ha due centrocampisti davanti alla difesa che sono forti forti, degli animali. Ho molta paura di Sterling.
Spalletti? Abbastanza aziendalista, mi ha dato l’idea che si sia accontentato. Un allenatore bravo come lui deve già sapere perché la squadra è venuta meno contro il Verona. Vanno capite attraverso il caratterei di ognuno di loro. La squadra deve convincersi di essere forte? La deve convincere lui. Insigne? Andava fatto il contratto prima. In questo momento io sono per lui durante la trattativa. Emerson Palmieri? Non è Spinazzola ma ha fisico, cambio marcia, spinge bene. Si tratta di un giocatore forte. Difficilmente però il Napoli potrà comprare se non vende. Se qualcuno può portare una determinata cifra quello può essere anche Insigne. Io C.T. della Nazionale in passato? D’altronde lo siamo tutti! Ma l’importante è che le squadre di calcio non si facciano con le figurine. I calciatori devono essere compatibili tra di loro. L’intelligenza di Mancini è stata sempre quella di scegliere giocatori compatibili l’uno con l’altro. Se io ho vinto più di un campionato è perché io mi sceglievo i giocatori.Lavorare nel Napoli? Sto bene dove sto, faccio altre cose, non ho queste prerogative”.

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