IL PUNTO. Il Mattino: “Napoli e Conte, alta tensione”

Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis
Antonio Conte e Aurelio De Laurentiis
Il Mattino con Pino Taormina si interroga: “Come il Visconte dimezzato di Italo Calvino, le cui metĂ , separate da una palla di cannone, vagano per il mondo, Conte improvvisamente mostra la metĂ  meno buona, ombrosa, indispettita dopo le due sconfitte con la Lazio. La metĂ  che ha modellato la creatura a sua immagine e somiglianza ovvero sicura e vincente lascia il posto a quella che, a poche ore dall’Udinese, mette il dito nell’occhio a tutto l’ambiente. «Come se ne esce? Lavorando, lavorando, lavorando», risponde sulfureo. Otto minuti dura la conferenza alla vigilia del match di oggi. L’aereo sulla pista di decollo di Capodichino è solo una scusa e sono molti buoni i motivi per sospettarlo. L’antibiotico alla strana atmosfera poco natalizia è vincere quest’oggi sul campo dove il Napoli ha festeggiato lo scudetto. Ma, forse, non sarĂ  neppure sufficiente. Qualcosa non va, all’improvviso. Non c’è nulla che spieghi il clima, a meno che non sia una segnale alla squadra che, magari, vedendo le sue risposte, percependo il suo nervosismo, farĂ  di tutto per uscire dal fortino di Udine rabbiosa e vincente. La prima delle tre trasferte vietate ai tifosi. E scendendo in campo conoscendo pure il risultato dell’Atalanta, che gioca a Cagliari alle 15”. 
Prosegue Il Mattino: “Certo, Conte non è nero perchĂ© oggi farĂ  a meno di Kvara: lo è perchĂ© perdere gli condiziona maledettamente l’umore. Figurarsi se ne perde due di seguito. Vuole la tensione giusta. D’altronde, alla fine del romanzo le due metĂ  di Calvino si ricongiungono. Ed è la speranza del popolo azzurro: un solo Conte. Vincente. D’altronde non devono essere stati giorni sereni per la ciurma azzurra: per questa sua diabolica costituzione agonistica, non esiste una terra di mezzo per Antonio Conte. O è felice o non lo è. E se perde, non lo è, non può esserlo. Ed è bene che la squadra lo capisca velocemente”.

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