IL PRESIDENTE. De Laurentiis: “Lasciamo lavorare la squadra in serenità, abbiamo una rosa completa e di alto livello”
Aurelio De Laurentiis ha rilasciato in esclusiva alcune dichiarazioni a Radio Kiss Kiss Napoli. Ecco quanto evidenziato da Napolisoccer.net.
Sul periodo negativo del Napoli
“Ogni anno, da cinque anni, Napoli si beve la favoletta dell’adesso o mai più perché si basa tutto sul risultato. Abbiamo perso le ultime due partite, ma entrambe in trasferta ed entrambe per 1-0. Tutte per un goal nel finale, ovvero due conigli dal cilindro per gli avversari. Si sottolinea che il Napoli per la prima volta non ha segnato in due partite di fila, ma ricordiamo che finora abbiamo fatto 78 goal in 34 partite”.
Considerazioni sul Napoli e le sconfitte contro Juventus e Villarreal
“La dipendenza da Higuain a noi sembra una ovvietà: gioca col Napoli e il Napoli ne è dipendente. Come la Francia lo era da Zidane, un’Inter da Ibrahimovic, un’altra da Mazzola e via discorrendo.
Torniamo alle due sconfitte consecutive. Che in ogni caso non dovrebbero essere sommate. La sconfitta contro la Juventus ci ha tolto tre punti. Quella col Villarreal ancora nulla, rientra in una gara che si disputa sulla gara di andata e ritorno e quindi il giudizio finale andrà scritto giovedì sera. Ma due sconfitte è come se lasciassero il segno nel cielo, un po’ come i pensieri di Fantozzi.
In realtà il Napoli ha giocato due partite contro due squadre forti, perché la Juventus ora guida la serie A e il Villarreal è quarto in Spagna. Ha giocato due parti senza mai realmente andare in difficoltà, con due vere palle gol lasciate agli avversari in 180 minuti: quella di Dybala e quella regalata da Reina agli spagnoli a inizio partita. Eppure c’è sgomento. C’è sgomento laddove, come scritto oggi, dovrebbe esserci una presa di coscienza: il cosiddetto Napoli B schierato a Villarreal ha tenuto perfettamente il campo contro una squadra che pochi mesi fa ha battuto il Real Madrid. Il cosiddetto Napoli B non è composto da giocatoruncoli raccattati in giro senza criterio ma è composto da calciatori che sarebbero titolari in tante squadre di serie A e dell’Europa calcistica che conta: Strinic, Chiriches, Valdifiori, David Lopez, Mertens e Gabbiadini (almeno tre sono nazionali). Che, non si sa per quale motivo, dal magma napoletano vengono considerati nel complesso inadeguati al ruolo. E, va ammesso, alcuni elementi sono giudicati così anche quando si vince, come ad esempio David Lopez il signor Malausséne dei tifosi del Napoli. Anzi, a parere di chi scrive sono giocatori che avrebbero dovuto avere più minuti nelle gambe in serie A perché non sono affatto mediocri. Il Napoli viene considerato un club con una rosa scarsa quando appena due anni fa l’Atletico Madrid vinse un campionato e perse una finale di Champions di fatto al 93esimo con una rosa in cui il quattordicesimo uomo era Sosa, sì il Principito proprio lui. Siamo a febbraio e siamo secondi in campionato a un punto dalla Juventus e abbiamo perso l’andata dei sedicesimi di Europa League 1-0 in trasferta contro il Villarreal. Le energie le abbiamo per giocarci entrambe le competizioni fino alla fine. Siamo noi che non abbiamo quelli mentali per seguirle entrambe fino alla fine con la paura di perderle. Cosa voglio fare da grande (parafrasando Trapani)? Contribuire ad avere una squadra e un pubblico che si giocano sempre tutto, che non hanno paura di nessuno e che hanno l’obiettivo di vincere e di migliorarsi. In Italia, in Europa e sulla luna. Senza Colonne d’Ercole”.
Sul Bologna
“E’ una squadra allenata molto bene. Abbiamo già visto il lavoro che Donadoni aveva fatto col Parma. C’è poi una società seria dietro, con uno spirito corretto verso i giovani poiché ieri ne abbiamo visti alcuni giocare in modo intrigante. Le cose cambiano, non si può esser sempre vincenti. La Juventus arrivava da 15 risultati utili consecutivi, un passo falso ci poteva stare”.
La prossima sfida contro il Milan
“Del Milan non vorrei parlare, perché c’è tempo. Facciamo maturare le cose e lasciamo la squadra lavorare tranquillamente. Perdonatemi, ma gradirei non parlare della gara”.
La presidenza di De Laurentiis potrebbe essere come quella di Berlusconi?
“Dipenderà soltanto dalla continuità dei successi e da quanto i tifosi vorranno rimanere con me. Per me in prima linea ci sono sempre loro. Così al cinema lavoro per i miei clienti, nel calcio lavoro per la tifoseria e non per me stesso. Dobbiamo lavorare tutti insieme in un mondo calcistico che sta cambiando. Loro hanno bisogno di me ma io ho un grande bisogno di loro: dobbiamo cambiare insieme questo calcio. Onore ai nostri sostenitori che spendono sempre un sacco di soldi per seguire la squadra del cuore”.
La sfida di ritorno contro il Villarreal
“Ho visto molta tranquillità nella squadra ma ragioniamo partita per partita. Pensiamo prima al Milan, poi vedremo come affrontare tre giorni dopo la gara. Il Villareal arriverà per giocarsi il tutto per tutto e lo faremo anche noi”.
Questione Stadi in Italia
“Abbiamo capito che la legge che è stata fatta è inapplicabile, non percorribile. Ci sono le volontà per fare le cose giuste e stiamo studiando un po’ la soluzione. Se Renzi potesse dare ai sindaci e ai club una cabina di regia prioritaria a prescindere da quelli che sono i percorsi, sarebbe una grande soluzione. Se vogliamo pensare alle Olimpiadi in Italia, dobbiamo far si che gli impianti vengano rimessi in pista. Se lo Stato oggi non ha fondi da mettere a disposizione, bisogna invogliare i privati con regolamenti precisi. Bisogna dare al primo cittadino e al presidente di una società sportiva l’autorità per poter far si che queste strutture sportive ci mettano in condizione per poter anche essere a disposizione dei giochi olimpici”.
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