? IL NODO. Insigne a due facce: perché?
Questione tecnico-tattica o psicologica? La domanda sul differente rendimento di Lorenzo Insigne fra l’azzurro Napoli e quello della Nazionale si pone. E quando lo stesso giocatore troverà la risposta il suo rendimento potrà solo migliorare. Già Carlo Ancelotti il dubbio se lo portava dalla scorsa stagione tanto che nel ritiro di luglio a Dimaro, Val di Sole, quando le tensioni del campo erano ancora lontane, una sera il tecnico si mimetizzò fra i tifosi in piazza che facevano domande ai giocatori e chiese: “Sono Carlo da Reggiolo. Ho una domanda per Insigne. Com’è che in Nazionale con un modulo diverso ti trovi meglio. L’animaccia tua…”. Scoppiarono fragorose risate, ma quel quesito rimane ancora insoluto.
Proviamo allora a fare delle valutazioni. Con l’Italia, il c.t. Roberto Mancini sembra aver cucito l’abito perfetto per Insigne, cui il 4-3-3 è più congeniale. Parte da sinistra per poter sfruttare il suo tiro a giro e magari inserirsi in mezzo. Insomma quello che lo ha esaltato anche nel triennio di Maurizio Sarri. Ancelotti invece gioca in maniera un po’ diversa, col 4-4-2, e anche se le mattonelle sono simili, saranno i maggiori compiti di copertura (a Insigne non piace giocare attaccante centrale, anche se nello scorso autunno fece benissimo così), sarà che questo Napoli non riesce a trovare continuità, fatto sta che le differenze rispetto a quello che poi il napoletano fa in Nazionale sono abbastanza evidenti. Tanto che lo stesso Ancelotti sta valutando di tornare al 4-3-3, modulo con cui era partito nella scorsa stagione, salvo poi cambiare dopo le prime giornate non convincenti. Gazzetta
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