IL GRAFFIO. Corbo: “Mazzarri vuol dire fiducia, ma la difesa va registrata”
Mazzarri va oltre se stesso. Rialza il Napoli più confuso dell’ultimo decennio vincendo la prima partita di un ciclo terribile. Porta una ventata di umiltà ma anche di saggezza. Avverte che il lavoro non è finito, la sua frase elegante non dice tutto. “Bisogna ancora migliorare”. Certo, la squadra è più debole dallo scudetto ad oggi. Tre motivi in uno. L’assenza di Kim, l’incapacità di capire quanto fosse veloce e risolutivo l’algoritmo sudcoreano in difesa, l’introvabile profilo simile a costi bassi. L’infortunio di Olivera riapre un vuoto a sinistra. La diagnosi è meno severa del temuto, ma l’assenza costringe Mazzarri a riflettere. L’alternativa è Juan Jesus, entrato ieri e rimasto impalato tra cross di Hateboer e gol di Lookman. La fase difensiva va rivista, forse è questo il pensiero di Mazzarri. Giusto che cada l’ipotesi di un acquisto tra i disoccupati, ma si spera che il capo delloScouting abbia migliore fortuna a gennaio. Micheli dovrebbe avere già la delega del presidente. Se il Napoli ritrova Olivera nel giro di qualche mese, ha comunque bisogno di due elementi. Ha difensori e centrocampisti di qualità, ma nessuno che sappia marcare. Chissà quante volte Mazzarri nelle ultime ore avrà ripensato a Gargano, mastino del suo centrocampo. C’era lui e c’era Hamsik, coppia perfetta nella diversità. È così che si costruiscono le squadre. Un difensore sinistro e un centrocampista di interdizione sembrano lecondizioni per una risalita in classifica. Una esigenza che richiama prodigi e tormenti in di un ruolo cruciale. Sia Zuniga che Ghoulam ebbero alterne fortune, da top players ad angosciati declini. Mazzarri deve ritenersi promosso. Ha riportato serenità ad una squadra stressata da insuccessi e processi, ma dovrà rimetterla in ordine. Si fa presto a dire: il 4-3-3 è il modulo ideale. Non lo è, se la difesa ancora scricchiola, se Rrahmani abile nelle incursioni tarda nei rientri, se Jesus si fa cogliere fuori posizione, se Natan difensore di qualità esita nell’uno contro uno. Potrebbe essere una opportunità l’esperienza di Mazzarri nel convertire la difesa a tre, se necessario. Con il veloce Zanoli, Rrahmani e Ostigard coesi nel terzetto. Laterali Di Lorenzo e Natan. Mediana a tre con Anguissa, Lobotka e Zielinski. Punte Osimhen e Kvara. In preallarme Politano in panchina. Non con il Real Madrid mercoledì, ma è una ipotesi suggestiva per la sfida con l’Inter. Mazzarri vuol dire fiducia, la direzione tecnica si rivela corretta nella formazione e puntuale neicambi. Si può riparlare di calcio a Napoli. Si registrano intanto gelidi venti da Est sulla Filmauro. Il Bari prosegue a destini invertiti. La sconfitta interna di sabato, 0- 3 con il Venezia, provoca una inattesa contestazione verso Luigi De Laurentiis, 44enne figlio di Aurelio. Tifosi soddisfatti a Napoli nonostante la crisi recente dopo la pace di aprile, ostili a Bari pur con la risalita lampo dalla D alle soglie della A, sfumata per la genialità di Ranieri alla guida del Cagliari ( 11 giugno scorso) e l’attendismo di Mignani sulla panchina del Bari. De Laurentiis senior vince lo scudetto e fuggono sia Spalletti che Giuntoli. De Laurentiis jr conferma la sua generosità. Confermato Mignani, esonerato poi il 9 ottobre. E il ds Polito, che ricostruisce la squadra. Con poteri che a Napoli Meluso può solo sognare. Nel calcio qual è la legge che fa vincere?
Antonio Corbo per Repubblica
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