? IL GRAFFIO. Corbo ci va giù duro: “Sfacelo collettivo, i giovani sono svaniti, Allan irriconoscibile”
Il Napoli si è disintegrato nel più blando contatto con una squadra che convive con l’incubo della serie B. L’Empoli ha 38 punti in meno quando comincia con pura razionalità. Sa che deve correre molto e con ordine. Lo fa, rispettando l’avversario senza mai riderne per la sorprendente fragilità. Che cosa sia successo, è difficile scoprirlo persino ad Ancelotti, sgomento quando si accorge di essere alla guida di un’auto con ruote sgonfie e senza motore. Tenta qualche cambio senza speranze, ma esce esterrefatto.
La vittoria sulla Roma, pur disastrata, ha presentato un Napoli quasi perfetto. Con una dinamica di centrocampo finalmente equilibrata, un 4-4-2 in evoluzione per l’efficace inserimento dei mediani esterni, il solito Callejòn ed il recuperato Verdi, persino temibile concorrente di Insigne per averne interpretato il ruolo con geometrie intelligenti e generosi rientri.
Il Napoli comincia male, perché non solo sottovaluta l’Empoli, ma sopravvaluta la sua capacità di recupero. Lascia giocare con la supponente incoscienza di chi è certo di rimediare al divario di velocità e forza. Come dire: vedrai, questi tra poco si fermano, e vinciamo facile. Era fermo il Napoli e non si è mai mosso. Mai è uscito dalla sua statuaria impotenza. Mai ha mostrato di riunirsi in una identità tattica, di raccogliersi in una idea di squadra, si raccordarsi nel tentativo di reagire.
A otto giorni dai quarti di finale di Europa League con l’Arsenal, il Napoli è il ricordo di una squadra nella sua rassegnata disponibilità alla sconfitta. L’età media improvvisamente ridotta dall’inserimento di alcuni giovani sembrava motivo di vanto. Ma proprio i giovani sono stati i primi a svanire.
Younes schierato mediano sinistro del 4-4-2, al posto di Verdi, ha dato solo qualche cenno di interesse alla gara, misurandosi con Traorè, insidioso centrocampista ivoriano, bene inserito nel quintetto dell’Empoli. Ounas è stato impalpabile come zucchero filato: i suoi estri lo spingevano talvolta ad osare troppo in dribbling, si è invece rannicchiato all’ombra di Milik, grande e appariscente quanto la sua initilità, sempre in ritardo sui pochi cross che gli spedivano.
Senza un effettivo terminale di gioco, appare ancora più squinternato il Napoli dietro i due attaccanti. Zielinski centrale corre molto ma senza coordinare, si fa notare quando a sua insaputa ha deviato il tiro di Farias, con un Meret non colpevole ma almeno sorpreso. Si fa apprezzare quando indovina una sassata per il pareggio. Meret per sua fortuna si iprenderà poco dopo con una determinata e ben coordinata uscita su Caputo.
Tra i peggiori l’irriconoscibile Allan, prima disturbato da Krunic, poi dopo l’uscita del bosniaco per infortunio, poi sovrastato dai suoi limiti attuali, ieri ancora più marcati. Da sperare che il Psg non veda neanche un fotogramma della sua partita, se ha ancora voglia di acquistarlo.
In una partita di collettivo sfacelo si sono lasciati volentieri coinvolgere i difensori esterni, Malcuit frastornato e innocuo come il disordinato Mario Rui. L’Empoli non credeva fosse cosi facile battere la seconda in classifica, si è eccitato avvicinandosi alla vittoria, guidato da Caputo, un campione di generosità, ne avesse avuto uno così motivato il Napoli. Antonio Corbo per Repubblica
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