IL GRAFFIO. Corbo: “Ancelotti ha saputo gestire le situazioni complicate, ma il Napoli è stato tonico e determinato”
“La sfida si interrompe proprio quando il Napoli va in vantaggio. È passata solo una ventina di minuti ed il Napoli non si è ancora assuefatto ad una dimensione di insperata superiorità. Ostigard dal balcone del terzo piano indovina il secondo gol ditesta, c’è la conferma che il Real abbia dei guasti in difesa, li accentua il portiere Kepa che a malapena sfiora la palla come chi vola in allegria sull’ottovolante, il sempre sorprendente norvegese provoca il primo boato nella notte di Fuorigrotta. Una serata quieta, dolce, tante paure finalmente rimosse nel fascino di una partita che comunque il Napoli onora con rinascenti valori. Impossibile che il Real Madrid, descritto come spietato in avanti, sia così remissivo. Ma proprio Di Lorenzo, il difensore di ferro, l’uomo coraggio si distrae per un attimo, e svetta per la prima volta un ragazzo che lascerà ampia traccia della sua bravura. Il ventunenne Jude Bellingham di Sturbridge, si avventa per lasciare Vinicius jr un altro ragazzo carico di classe e di futuro. È ancora Bellingham a decidere il raddoppio, spegnendo gli entusiasmi del Napoli, i suoi ritmi, la sua capacità di affrontare l’attacco madrileno in contatti ravvicinati.
La chiave della partita è tutta qui, e Ancelotti la tira dal taschino con la naturalezza di chi sa gestire le situazioni complicate, semplificandole. Il gioco è questo. Il Real dà una lezione del falso centravanti, arretrando Bellingham tanto più sapiente, maturo e creativo della sua età. Sfugge ai controlli, perché Anguissa che aveva cominciato bene si smarrisce a centrocampo, trascinando nella terra di nessuno Zielinski.
Che rimane del Napoli? Mica poco.
Politano è un vortice, crea disagio a Camavinga che risente anche del complesso di una ammonizione precoce e stenta un po’. Sull’altro versante c’è Kvara che come Politano sull’altro versante rientra, fa interdizione riparte mettendo in difficoltà Carvajal.
I punti nevralgici per il Napoli sono due, nel primo tempo. La zona favorisce troppo Bellingham e Anguissa non si umilia a stringere il controllo, per smorzare questo grande fascio di luci. Partendo da lontano, rispettando i tempi di Bellingham, si apre troppo spazio davanti alla coppia centrale della difesa, per fortuna Natan non perde la calma. e la recuperano Ostigard eDi Lorenzo.
La ripresa restituisce un Napoli di nuovo tonico, ambizioso, determinato. Garcia che non aveva arginato le fonti di gioco madrileno né aveva potuto imporre più un severo uno contro uno ritira via l’ottimo Politano e Zielinski, fresco di un cinico rigore, quello del pari.
Anguissa fuori tempo, lento, si smorza. Un po’ ravviva il Napoli Elmas che subentra al generoso Politano, non altrettanto Raspadori che Garcia spinge al posto di Zielinski nella speranza che sia la giusta lama per colpire il Real, consapevole del suo vantaggio. La disinvoltura nel tenere il dominio anche quando il Napoli si supera con uomini di buona volontà.
Napoli che ha più dignità che fortuna. Kvara il primo, molto più pericoloso di Osimhen. A puntare gli ultimi spiccioli negli ultimi giri di roulette con il lodevole e bene orientato Elmas, arrivano anche Simeone, Cajuste(al posto di Anguissa) e Mario Rui. C’è da buttare giù un Real che si chiude con un pragmatismo che stride (o spiega) i suoi trionfi. L’Europa premia a volte anche chi non si vergogna di indossare la tuta stinta di lavoro sporco”.
Antonio Corbo per Repubblica
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