? IL CASO. Umberto Chiariello: “Sono hombre vertical, non ho paura di De Laurentiis. Anzi, chiedo di essere risarcito… con uno scudetto”

Chiariello

Il presidente Aurelio De Laurentiis mi ha tacciato di essere autore di ‘fake news’ e sobillatore del tifo contro di lui, ma le immagini dei precedenti editoriali parlano da sole. A proposito delle voci su Edinson Cavani, dalle mie precedenti parole si evinceva che la trattativa Cavani non è mai decollata, ci sono stati dei contatti, ma non si sono seduti ad tavolo per una trattativa. Io non ho mai parlato di aerei o altro. La bufala d’oro datela ad altri, ma non a noi. E invece, aggiunge Chiariello, “hanno chiamato in causa anche noi come emblema di coloro che volevano per forza dare la notizia sull’arrivo di Cavani, e io non l’ho mai data. Io ho citato Luigi De Laurentiis, sì, ma perché mi risultava avesse partecipato a questi contatti. Non c’è oggetto del contendere, perché non ho mai detto che il Napoli stesse prendendo Cavani. A citare Luigi De Laurentiis, poi, non sono stato io il primo. Il 28 giugno il presidente ha parlato di un trentunenne chiesto da Carlo Ancelotti, ha dato lui la stura alla ricerca del trentunenne: da quel giorno in poi si fece il toto trentunenne con Cavani, Benzema e Vidal tra i vari nomi circolati. Se il presidente non vuole che si faccia il nome del figlio, se lo dicessero tra di loro. Il figlio aveva fatto dichiarazioni su Cavani, lo si vede su tutti i siti. Non ho scritto io certe cose e non le ho dette, sono circolare. Non ho dato io la fake news, ho le prove. Non ho mai detto che Luigi De Laurentiis aveva chiamato Cavani, ma il suo entourage. Anzi, il suo legale napoletano, che ha iniziali che somigliano ad un reality show. Un carissimo amico mi ha raccontato di contatti sporadici che non hanno prodotto nulla, nessuna trattativa. Aver nominato Luigi è un reato? Qualcuno, quando ho difeso il Napoli, mi ha detto: ‘voglio vederti prendere un infarto in diretta’, mi hanno augurato la morte perché ho difeso De Laurentiis dagli striscioni di una parte delle curva, quelle persone che una volta sul Napoli ci mangiavano. Certe accuse non sono mosse né in cielo né in terra”. “Mi è venuto un dubbio: ho mandato una lettera di grande garbo su Cavani e quanto importante potesse essere prenderlo, averla scritto forse mi rende un sobillatore? Allora si dovrebbe fare un class action, perché anche Del Genio ha detto che Cavani era disposto a spalmarsi lo stipendio, ma pure che non sarebbe venuto. Alfredo Pedullà ha parlato di accordo con Andrea Belotti, ma non è arrivato: è allora? Perfino Carlo Alvino ha parlato di una bomba che non c’è stata. La soffiata fa parte del gioco del mercato. Non mi sento offeso, sono ‘hombre vertical’ ed ho la schiena dritta. Ma De Laurentiis ha offeso mio figlio, che ha sentito parlare co’ì di suo padre. Chiedo un risarcimento danni, la maglia di Lorenzo Insigne, suo idolo. Io non ho paura di essere denunciato, non ho fatto nulla. Mi ha fatto quasi un piacer,e perché ho scoperto un grande affetto della gente che mi ha quasi commosso. Meglio ancora lo scudetto, come risarcimento danni”. AreaNapoli

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