? IL CASO. Troppi infortuni: 73 assenze in 32 partite

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Il riassunto della stagione del Napoli di Gattuso sta in poche e semplici parole, che l’allenatore lascia alle telecamere dopo il match con la Juventus: «Mi sarebbe piaciuto poter giocare il campionato con la squadra al completo». Una squadra al completo che però Rino, sostanzialmente, non ha mai avuto dallo scorso settembre, chiuso tra la morsa del covid e i tanti problemi fisici che hanno condizionato la stagione azzurra. Nulla di eclatante: gli infortuni in casa Napoli sono in linea con quelli delle ultime stagioni fin qui ma in un’annata senza sosta e con una partita ogni tre giorni, ogni stop rischia di pesare il doppio di quanto si è visto in passato.«Quest’anno non ho mai avuto gli attaccanti a disposizione» ha continuato Rino. E come dargli torto? Da novembre in poi, in avanti si è dovuto pescare con il contagocce. A prendersi la scena era stato subito Victor Osimhen, il grande acquisto dell’estate venuto a mancare per l’infortunio alla spalla. Il nigeriano ha saltato dieci partite in questa annata, più altre sei per la positività al covid di rientro dalla Nigeria. Ma anche Dries Mertens non si è fatto mancare nulla: il belga è mancato fin qui in dieci partite per l’infortunio alla caviglia sinistra che ha privato il Napoli del belga negli ultimi due mesi. Petagna ha fatto gli straordinari, ma anche lui ha dovuto convivere per settimane con qualche problema di troppo, mentre Insigne aveva già alzato bandiera bianca due volte per guai muscolari nelle prime settimane della stagione. Quando l’infermeria e i contagi da covid vanno a braccetto, ecco che il Napoli perde mezza difesa: dei nove positivi registrati fin qui, sei sono arrivati da dicembre a oggi e, aggiunti agli infortunati, hanno segnato in maniera importante il calo di rendimento avuto da Lozano e compagni.

Osimhen

Gattuso aveva perso Hysaj e Rrahmani dopo le nazionali – protagonisti anche di una doppia positività dopo essere rientrati in gruppo mentre contro la Juventus ha schierato il kosovaro e Maksimovic vista l’assenza dei due centrali titolari. Manolas ha alzato bandiera bianca a Genova per la caviglia e rientrerà a marzo, Koulibaly ha già saltato in stagione tre partite per infortunio e altrettante per la positività al covid registrata insieme a quella di Ghoulam. Tanto da far correre ai ripari Gattuso: contro Atalanta (in Coppa) e Juventus alla squadra sono stati aggregati i due giovani Zedadka 2000 rientrato dal prestito alla Cavese e Costanzo (2003). Un nuovo inizio con la Juventus, invece, per Fabian Ruiz: lo spagnolo è mancato per venti giorni vista la positività al covid e ha saltato ben sette partite lasciando la mediana orfana insieme con Diego Demme e sulle spalle di Bakayoko tutto il peso del nuovo 4-2-3-1.

Demme

Sono oltre 70 le assenze complessive contate fin qui in stagione, da spalmare sulle 32 gare giocate. Venticinque sono da ricondurre ad infortuni di tipo traumatico, nove a guai muscolari e le restanti da posizionare nel tabellone covid, in cui il Napoli ha comunque registrato meno casi di tutte le rivali eccetto Lazio e Juventus. Ospina, Insigne e Lozano sono le ultime tre preoccupazioni di Gattuso: saranno valutati oggi dopo 24 ore di stop, ma i due sudamericani potranno tirare il fiato giovedì. Torna l’Europa in un finale di febbraio che dirà chi è il Napoli e dove potrà arrivare. Ma soprattutto per Gattuso ci sarà da capire con chi potrà scendere in campo. Gennaro Arpaia per Mattino.it

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