I TEMI DELLA SFIDA. Pazzanese: “Napoli, occhio perché la Fiorentina è in ripresa”
Alla vigilia del derby tra le due squadre che festeggiano quest’anno il loro centesimo anno di vita, in programma domenica alle 12.30 al Franchi, la situazione in casa Napoli continua a non essere delle migliori, al netto della meritata (ma decisamente poco convincente) vittoria ritrovata in casa contro il Bologna. Si sa, difatti, che talvolta gli incidenti li si invoca da sé: e, di certo, la notizia resa pubblica del nuovo tatuaggio, raffigurante un teschio, a cui il direttore sportivo Giovanni Manna ha deciso di ricorrere, non ha di certo aiutato a rimuovere i teschi veri dalla squadra, dal momento che oltre al già annunciato forfait di Anguissa, si aggiungerà quasi sicuramente anche quello di Spinazzola a causa di una contrattura al bicipite femorale destro. Ci si presenterà, dunque, nella culla del Rinascimento con ben otto defezioni (Meret, Buongiorno, Marianucci, Spinazzola, Anguissa, McTominay, Alisson Santos e Giovane). E con l’obiettivo di migliorare un tabellino che ad oggi recita sei alla voce gol fatti (la metà della Roma e sette in meno dell’Inter) e cinque a quella dei gol subiti. L’avversario è in netta ripresa, grazie al ritorno in panchina di Paolo Vanoli ed al ritrovamento di alcuni uomini potenzialmente chiave della rosa, quali Fagioli, Ndour, Mastantuono (a cui gli argini li dovrà necessariamente porre Olivera, non particolarmente a suo agio dopo l’errore sulla rete di Diao in Napoli-Como 1-2) e Beto, centravanti sottovalutato e potenzialmente devastante più di Pellegrino nell’undici titolare viola. Ci si augura che, con tutti i pronostici a favore della Centenaria Rinascimentale, il Napoli sappia sovvertire tutti i teschi del caso (tatuaggi e non) e impari anche un po’ a riflettere sulle cause delle otto defezioni, di certo non più riconducibili alla preparazione di questo piuttosto che di quell’allenatore.
18/09/2026
Alessandro Pazzanese
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