I TEMI DELLA SFIDA. Pazzanese: “Napoli, l’imperativo è vincere, aspettando i rinforzi”
Tutti i nodi vengono al pettine. E la sosta di tre settimane da cui è reduce il campionato di serie A, ha sancito definitivamente il motivo per cui il Napoli ha bisogno di rinforzi. Perché che gli infortuni in Nazionale abbiano coinvolto un buon numero delle squadre di serie A è un fatto. Ma che il Napoli, tra queste, sia stata in assoluto la più colpita, non solo ne è un altro ma non può neanche essere un caso. Ancor di più se si aggiunge il fatto che, è praticamente sin da prima che iniziasse il campionato, che questa squadra si trova a fare i conti con il numero medio di un infortunio a settimana. E quando, dunque, si va a vedere che tali infortuni sono perlopiù di carattere muscolare o, come nel caso di Favasuli, vengono presentati come una lesione di secondo grado al retto femorale della coscia destra, dovrebbe risultare sin da subito evidente che ogni considerazione legata alla preparazione atletica e agli sforzi pregressi sia destinata automaticamente a crollare. Perché la componente delle troppe partite e degli impegni ravvicinati, di cui si lamenta giustamente Lobotka, è più che fattuale; ma non può essere un caso che, ad oggi, una delle squadre con l’età media più elevata del campionato (quasi 28 anni) sia anche in assoluto la più falcidiata per gli infortuni. Alla vigilia della gara interna col Frosinone, squadra giovane e in salute che fa del suo gioco sulle fasce laterali il suo punto di forza (a proposito di giovani di talento, guardare Ghedjemis e Kvernadze), la squadra di Allegri non potrà infatti contare su ben sei pedine potenzialmente rilevanti (Buongiorno, Olivera, Favasuli, Anguissa, Alisson Santos e Vergara), pur avendone recuperate – si spera definitivamente – quattro (Meret, Marianucci, Spinazzola e Giovane) e pur potendo, con ogni probabilità, affidarsi al rientro (anche se, eventualmente, solo dalla panchina) di Scott McTominay dall’intervento a cui si è sottoposto un mese e un giorno fa a Manchester per la correzione di una lieve aritmia benigna. In un momento in cui, l’imperativo è assolutamente quello di dare un senso e una svolta alla produzione offensiva abulica di questa squadra, con questi ennesimi inconvenienti si allontana quasi definitivamente la possibilità di un passaggio al 3-4-2-1 con Favasuli a tutta fascia (a meno che Allegri non decida di consegnare quella zona di campo ad uno tra Di Lorenzo e Politano). Certo, la possibilità (e anche ‘o sfizio) di vedere nel ruolo che poteva essere di Vergara (le cui magie mostrate in Nazionale dovrebbero quantomeno innescare qualche domanda, se non addirittura qualche rimpianto, nel nostro tecnico) il tanto atteso David Neres ci sarebbe eccome, ma in una gara in cui gli avversari si posizioneranno in campo con un 4-2-3-1, le attuali previsioni lasciano maggiormente propendere per una conferma di Noa Lang sull’out di sinistra. In ultimo, si spera di ritrovare sui campi italiani, la stessa verve agonistica e la stessa propensione al gol che gente del calibro di Kevin De Bruyne e Rasmus Hojlund hanno ricordato a tutti di avere su quelli Nazionali.
09/10/2026
Alessandro Pazzanese
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