I TEMI DELLA SFIDA. Pazzanese: “Lazio-Napoli, un big match nel segno di Sarri”
Il Napoli, in questo momento, sembra una squadra di diavoli impazziti consapevoli di doversi confrontare con appuntamenti sempre più difficili, e dunque altrettanto “infernali”. Se finora, infatti, gli impegni erano complicati ma “lampanti”, per di più contro squadre connazionali, seppur affrontate su palcoscenici diversi, a partire da gennaio la squadra di Conte dovrà mostrare la sua condizione “diabolica e tarantolata” (la Tarantella era per l’appunto una danza allegra nei ritmi ma profondamente tragica negli scopi e nei significati) al cospetto di squadre forti quanto lei, e non solo locali. Tale condizione, che deriva senz’ombra di dubbio dalla necessità di mostrarsi valorosi anche a partire da condizioni numeriche precarie (questo andrebbe ricordato per onestà fattuale più che per ricerca gratuita di alibi), sarà un oggetto determinante se non decisivo già a partire da domenica alle 12.30, quando la diabolica compagine sarà attesa all’Olimpico per quello che può a tutti gli effetti essere definito un big match. Contro una squadra allenata dall’uomo che, assieme all’attuale tecnico e a Luciano Spalletti, ha lasciato i più bei ricordi e le più belle immagini calcistiche nella nostra città e nei tifosi azzurri del terzo millennio. Da evocare, solo per rimanere in tema, le immagini dei gol delle vittorie per 4-1 sia all’Olimpico sia all’allora San Paolo proprio contro la Lazio. Nell’augurarci che mister Sarri si sia ripreso dall’intervento e possa tornare quanto prima in panchina, il compito del Napoli di domenica dovrà essere quello di presentarsi sul terreno di gioco con le consapevolezze già menzionate in precedenza, e con quella aggiuntiva di doversi confrontare con una squadra che ha voglia (oltre che forse anche l’obbligo visti i risultati da cui proviene) di poter dire di aver battuto il Napoli. L’assetto tattico sarà senza dubbio quello vincente delle ultime gare, con Di Lorenzo arretrato come terzo di difesa, e Politano quarto di destra a tutta fascia, con forse un solo cambio sulla linea dei tre difensori costituito da Buongiorno in luogo di Juan Jesus. L’obiettivo, in ogni caso, è che questa allegra e al tempo stesso tragica Tarantella non si trasformi in un allegro ma vuoto Saltarello.
Buon anno a tutti i lettori.
02/01/2026
Alessandro Pazzanese
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