I TEMI DELLA SFIDA. Pazzanese: “Il Napoli, Strauss e gli ultimi quattro passi…”
Che al Napoli bastino 10 punti nelle prossime quattro partite per tagliare il più insperato dei quattro traguardi ‘principes’ (per usare un’espressione cara al mister) conseguiti nella sua storia è un calcolo matematico che, nella sua trasparenza, non ha alcun motivo di essere celato. Ma che per tagliare questo traguardo, il Napoli debba affrontare quattro sfide più semplici solo sulla carta di quelle della sua antagonista, nelle quali troverà almeno due avversarie su quattro disposte a vendere la propria pelle a cifre più che vertiginose, è un’oggettività a dir poco incontrovertibile. E si troverà a farlo privato di almeno due giocatori simbolo di questa rosa targata Antonio Conte come Buongiorno e Neres, che non hanno rilevanza inferiore rispetto a Lautaro nei nerazzurri. Ciò non toglie, in ogni caso, che le due squadre prima ancora della motivazione dovuta ad un buon pareggio contro il Barcellona in Champions, o ad un gruppo di tifosi al seguito che non fa altro durante la settimana che caricare la squadra in maniera sana e a tratti anche goliardica come solo ai napoletani sembra essere congeniale, hanno dalla loro sempre e comunque delle individualità che possono decidere le sfide con un tocco di palla o con un semplice inserimento in area. Ad oggi, grazie a tutti questi elementi, il distacco seppur minimo è tornato ad essere a favore degli azzurri, per giunta scaramantica (ma neanche troppo) ‘per la diciottesima volta in stagione’ (laddove tutti sanno che diciannove partite sono esattamente la metà di un campionato). Per fare un paragone musicale, se il grande compositore tedesco Richard Strauss ha composto a pochi mesi dalla sua morte i Vier letzte lieder (Quattro ultime canzoni) che rappresentano al netto dell’apparente titolo tragico, il culmine del suo fatalismo e della sua serenità musicale, in un modo tutto sommato simile il Napoli si trova ad affrontare gli ultimi quattro passi di un cammino che comunque terminerà sarà stato un successo viste le premesse. A cominciare da domani che si affronta quella che, a mio avviso, è anche più della sfida del Tardini la partita più ostica delle quattro, in casa di un avversario reduce da soli due punti nelle ultime cinque sfide, con il suo giocatore più forte al rientro da una squalifica, e memore anche di un trattamento umano prima ancora che sportivo che loro hanno a ragion veduta definito come un ‘calpestamento dei valori’, in piena linea con il rigore di Cuadrado che gli hanno fischiato contro a pochi minuti dalla fine nella gara precedente.
02/05/2025
Alessandro Pazzanese
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