LA LETTERA. Caro Manolo, troppo facile scaricare le colpe su Sarri, assumiti le tue responsabilità

Gabbiadini

Manolo Gabbiadini ha sottolineato i numeri con cui ha lasciato il Napoli ma si è dimenticato di sottolineare come, quegli stessi numeri tanto elogiati, siano frutto di un gioco ben preciso che ha favorito tutti, dico tutti, gli attaccanti che sono passati per Napoli.
L’attaccante bergamasco ha realizzato gran parte delle reti nel periodo in cui non era sotto pressione ovvero quando era il secondo di Higuain, e in ogni caso non avrebbe giocato, e quando già era in procinto di partire.

Nel momento in cui gli è stata riposta maggiore fiducia, all’inizio di quest’anno, Manolo non è stato in grado di rispondere sul campo a chi non gli attribuiva la giusta personalità.
All’inizio di questa stagione, infatti, Sarri lo ha schierato titolare contro il Pescara salvo poi toglierlo dal campo nel corso del secondo tempo in quanto avulso da un gioco ben collaudato. L’attaccante titolare del Napoli era lui e non Milik solo che il polacco, all’esordio nel campionato italiano, nell’arco dei pochi minuti giocati aveva dimostrato più grinta e voglia di fare.
Un’altra importate occasione l’ha avuta nel momento in cui Arek si è infortunato, niente!
Gabbiadini è riuscito a dimostrare solo poca lucidità mentale nel momento dell’espulsione contro il Crotone; anche la scusa della posizione in campo non regge, vedi Mertens, capace di giocare e segnare anche in un ruolo palesemente non suo.

Caro Manolo, ti auguro le migliori fortune al mondo nel campionato più prestigioso ma ti prego di evitare frecciatine sterili che possono solo portare altri malumori all’interno dello spogliatoio azzurrissimo, meno parole e più responsabilità
con affetto, un tifoso deluso.

Fabio Palmiero

 

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