DOPPIO EX. De Napoli: “Conte è la forza del Napoli, c’è un azzurro che mi ricorda Bagni”
Ferdinando “Rambo” De Napoli intervistato da Eugenio Marotta per Il Mattino. Ecco alcuni passaggi.
Gli azzurri per lo scudetto, i rossoneri per l’Europa, chi la spunta?
«Spero il Napoli, naturalmente anche se il Milan è molto arrabbiato: ha le ultime cartucce per salvare la stagione. Il Milan resta sempre una grande società e non andare in Europa sarebbe grave. Ma Conte saprà farsi trovare pronto».
È Conte la forza del Napoli?
«Come lo erano Bianchi e Bigon con cui ho vinto i due scudetti. Conte sa bene che la sua forza è quella di fare gruppo e fare spogliatoio. Poi è normale che sia anche uno stratega tattico: se è pagato così bene significa che ne sa di calcio e si vede. Non è tutto il Napoli ma è una persona che ha capito subito com’è l’ambiente di Napoli e questo è importante. Bianchi e Bigon ci dicevano di fare lo stesso perché la piazza è molto calda. Era così ai miei tempi ed è così anche adesso: basta che accendo la Tv e ci sono almeno 10 emittenti che parlano di calcio, di Napoli, degli azzurri. Incredibile: è pazzesco».
Il Milan al Maradona non perde da 7 anni. Inevitabilmente si pensa a quelle sfide degli anni ‘80. Quella del 1° maggio del 1988 vi costò lo scudetto.
«Un ricordo bruttissimo. Dopo il mondiale perso del 90′ la più grande delusione della mia carriera. Abbiamo fatto una figuraccia per i tifosi e per tutta la gente di Napoli. Mi auguro che stasera gli azzurri tornino al successo. Ma sono certo che Conte li avrà caricati a dovere. Entreranno in campo agguerriti: l’allenatore è bravo a preparare queste partite, li fa sentire belli carichi. Così come ci faceva sentire carichi Diego: è importante l’entusiasmo e la grinta per i giocatori: spesso sono gli ingredienti che fanno la differenza».
Nove partite, nove finali per il Napoli.
«Secondo me sono tutte difficili. Si è visto a Venezia perché i lagunari lottavano per non retrocedere ed hanno venduto cara la pelle: il Napoli meritava qualcosa in più ma questo dimostra che saranno tutte gare difficili».
Maradona sold out per la decima volta di fila. Quanto conta la spinta della gente: che ricordi ha del catino di Fuorigrotta?
«Più di ogni altra cosa, prima ancora del “porompompero”, quando si levava in cielo la canzone “O surdato nnammurato” non ce n’era per nessuno. E noi poi cantavamo nello spogliatoio “oi vita, oi vita mia”: quella era da pelle d’oca. E gli avversari la sentono la spinta del Maradona, la sentono eccome: possono dire quello che vogliono ma si sente. Io ricordo che in certe occasioni, quando eravamo già avanti di due-tre gol, le squadre quasi non vedevano l’ora che finisse per evitare l’imbarcata».
È più difficile rincorrere o mantenere il primato?
«Meglio sempre stare avanti. Ma il Napoli non ha le coppe e può approfittare di un calo dell’Inter sebbene i nerazzurri abbiano una rosa numerosa e competitiva. Va detto, anche se Conte non vuole dirlo. Le energie, i viaggi in aereo, le trasferte in Europa si sentono. Mi auguro che l’Inter cali un po’: non parlo di infortuni perché non sarebbe bello, ma una flessione dei nerazzurri ci può stare. In ogni caso la squadra di Inzaghi lotterà fino alla fine».
Cosa serve in questo rush finale?
«La prima cosa importante è avere svuotato l’infermeria. Il Napoli ha recuperato molti giocatori ed ora bisogna vedere se sono già pronti per giocare. Non so se sono al 100%, andranno valutati negli allenamenti. Ma il fatto di avere la rosa al completo a disposizione è già un buon punto di partenza. Lukaku e McTominay hanno dimostrato di crederci, disputando anche grandi prestazioni con le loro nazionali. Ci credono tutti e questo è bello, è giusto ed è importante. Non ci si può nascondere: ci sono tutte le condizioni per riuscire nell’impresa. Magari non si dice per scaramanzia, ma il Napoli c’è».
La corsa scudetto è un discorso a due o c’è ancora l’Atalanta?
«Inter e Napoli sono le favorite: l’Atalanta, sebbene abbia perso qualche chance per rientrare, mi preoccupa sempre. Provo a dare i numeri…?»
Faccia pure.
«Inter e Napoli al 40 per cento ed Atalanta al venti».
Così però c’è un ex aequo.
«Rimodulo: Inter leggermente favorita perché ha due squadre rispetto al Napoli, ma il Napoli c’è».
Si aspettava gli azzurri al 2° posto a nove dal termine?
«Senza coppe si, ma per lottare per la Champions: per il terzo o quarto posto, insomma. Certamente non secondo che se la gioca per il tricolore. Poi, però, complici tante altre squadre che hanno deluso il Napoli ha meritato di lottare per il vertice. Sono stati bravi ed il club ha allestito una gran bella squadra».
C’è qualche giocatore di questo Napoli che ricorda un certo De Napoli?
«Sono tutti forti e in tutti i reparti. Stanno facendo un campionato straordinario. Lobotka, Anguissa e McTominay sono una diga. Più che De Napoli c’è McT che mi ricorda un po’ Bagni che voleva fare sempre gol e si spingeva avanti, mentre io e Romano gli coprivamo le spalle (sorride)».
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